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Aspettando il boia. Condannati a morte, confortatori e inquisitori nella Napoli della Controriforma

Firenze, Sansoni, 1993, Biblioteca storica
cm 23.5x15.5, pp. XII-353-(3), cartonato, sovracoperta illustrata
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€ 39

INDICE

Premessa, VII
I. A proposito della 'Istoria di Marzia Basile', 3
II. Condannati a morte e inquisitori a Napoli (1586-1618), 23
III. Tra congiura ed eresia. Tommaso Campanella, i campanelliani e l'inquisizione, 55
IV. Dalla caccia agli eretici agli scarichi di coscienza, 77
V. Per la storia dei Bianchi della Giustizia (1519-1622), 105
VI. 'L'ardore del fuoco': confortatori e impenitenti a Napoli (1556-1676), 131
VII. Altri conforti, altre inquisizioni, 165

Appendice
I. Gli scarichi di coscienza, 205
II. Le 'contracave' e l'inquisizione, 236
III. I Bianchi della Giustizia e gli impenitenti, 256
IV. Altri conforti, altre inquisizioni, 267

Note, 283

Indice dei nomi, 347

Nell'Italia della Controriforma i condannati a morte erano accompagnati al patibolo, nel corso di cerimonie pubbliche intrise quasi sempre della stessa sanguinaria violenza che si sarebbe consumata di lì a poco per mano del boia, dall'assistenza religiosa delle Compagnie di Giustizia, confraternite incaricate di avviarli a una fine cristiana.

Ma non era in gioco solo la salvezza dell'anima. A Napoli, nella più grande città italiana d'Ancién Regime, quando la macchina della morte si è già messa in moto, le inquiete coscienze delle vittime designate sono spesso al centro di sofisticati intrecci. A partire dal tardo Cinquecento, i confortatori avvertono il bisogno di coinvolgere il Sant'Ufficio, per fornire al tribunale preziose informazioni giudiziarie ricevute dai condannati; questi ultimi si autoaccusano volentieri di delitti contro la fede, pur di sfuggire almeno per qualche giorno al destino che li attende; gli inquisitori si destreggiano come possono, stretti tra le pressioni di giudici di Stato impazienti e sospettosi e l'esigenza di difendere l'ortodossia insidiata.

Da questi disperati incontri, che ci restituiscono l'orizzonte su cui matura la straordinaria odissea di Tommaso Campanella, prende le mosse una ricerca storica ricca e originale. L'analisi di una cospicua documentazione archivistica consente all'Autore di ricostruire con precisione le resistenze dei condannati, le contromisure adottate per piegarle, il ruolo decisivo dell'Inquisizione, le accorte mediazioni dei Bianchi della Giustizia. Non meno inquietanti sono gli sviluppi secenteschi: si pensi alle torture dei condannati a morte che rifiutano i sacramenti - le infliggono i boia, ma le ordinano i confortatori - o ai tentativi di estendere a tutti gli agonizzanti le tecniche di conversione forzata applicate con successo sotto il patibolo.
Completa il volume un'ampia Appendice documentaria, che raccoglie testimonianze inedite di grande suggestione.

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