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Thomas D. M.
Ararat
[Ararat], traduzione di Marco Amante
Milano, Frassinelli, 1984
cm 21.5X13, pp. 188, brossura illustrata con alette
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In questo romanzo, il primo dopo la pubblicazione di L'albergo bianco che la critica salutò come un capolavoro della narrativa contemporanea, D. M. Thomas riprende i grandi temi del nostro secolo, l'erotismo e la morte, componendoli in una struttura narrativa di ampio respiro poetico e di profonda consapevolezza storica.►
Al centro della narrazione, il monte Ararat, approdo dell'Arca di Noè quando la catarsi del mondo si compie. Alla montagna sacra tendono, in modi e per motivi diversi, i personaggi, quasi a cercare nella sua calma maestosa un luogo di salvezza e pace. Ma la creazione poetica contrasta orrendamente con le atrocità della storia: ai piedi della montagna si perpetrò, agli inizi del secolo, l'eccidio degli armeni per mano dei turchi. E proprio su questo contrasto si delineano i contornid elle storie che compongono la trama del romanzo, i cui personaggi, osserva Erica Jong nella sua recensione, sono "affascinati dal parallelismo di impulsi sessuali e creativi" in una con la coalizione al genocidio, connaturata, si direbbe, all'uomo. "Un romanzo", dice ancora la Jong, "brillante, affascnante, enigmatico."



