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Joseph Conrad: i tempi della memoria
'Ojciec jest tutaj'

[Joseph Conrad: Times Remembered - Ojciec jest tutaj'], a cura di Mario Curreli


Milano, Mursia, 1983, Testimonianze fra cronaca e letteratura, 5
cm 21x14, pp. 236-(4), più 24 p. con illustrazioni in b/n, brossura illustrata con alette
Unica edizione italiana. Ottima copia

€ 20,00
Con questo volume si completa il trittico conradiano dei ricordi dei familiari dello scrittore. In queste edizioni era già apparso nel 1974 Joseph Conrad: l'uomo, in cui venivano raccolte in un solo volume le testimonianze di Jessie, la moglie, e di Borys, il figlio maggiore; è ora la volta del figlio minore, John, il quale si è lasciato convincere a scrivere i propri ricordi della vita col padre cedendo alle amichevoli insistenze di quanti lo spronavano a mettere sulla carta un ritratto che solo lui poteva dare.

I ricordi, che riguardano esclusivamente quegli episodi di cui John è stato testimone, sono riproposti nell’ottica di un ragazzo al quale è toccato in sorte di vivere accanto ad uno dei maestri del romanzo moderno: un uomo che dopo un’infanzia tormentata, aveva scelto di correre per vent’anni sugli oceani, prima di ritirarsi a scrivere in un tranquillo lembo della campagna inglese, in cui aveva voluto ricreare lo stile di vita della piccola nobiltà terriera polacca.
In queste pagine vengono rievocati pacatamente, ma non senza sprazzi di humour, gli ultimi anni della vita di Conrad, e lo scrittore viene osservato nell’ambito familiare, alle prese con i problemi della vita quotidiana, o con amici come Gide, Galsworthy, Ford, nella sofferta creazione dei propri capolavori, nei vari giochi con il figlio, in tarde gite in barca che sembrano ridargli il vigore della giovinezza.
Il libro ha per sottotitolo una delle poche frasi in polacco insegnate da Conrad al figlio e che significa «Papà è qui»; ed infatti, come osservava Renato Prinzhofer, recensendo l’edizione inglese, «dobbiamo riconoscere che Conrad è davvero in queste pagine, più che nelle numerose e voluminose biografie che abbiamo letto sinora».

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