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L'architettura del paesaggio

[Studies in Landscape Design], traduzione di Enrica Labò


Milano, Edizioni di Comunità, 1982, Saggi di cultura contemporanea, 80
cm 21.5x15.5, pp. 257-(3), 149 illustrazioni fotografiche in b/n fuori testo, tela, sovracoperta illustrata
Seconda edizione. Scoloriture nella sovracoperta, peraltro copia in ottimo stato >>>

€ 35,00
Indice

Premessa    7

parte prima
 1.  Il giardino italiano del Rinascimento    11
 2.  Centocinquant’anni di paesaggio inglese    23
 3.  Alla ricerca del giardino del paradiso    35
 4.  Noi e la storia    47
 5.  Costruire nel paesaggio    59
 6.  Autostrade    72
 7.  Scala, variabilità e spazio    95

parte seconda
 8.  Il paesaggio derivato dall’arte    119
 9.  L’acqua    135
10. Spazio per il gioco    149
11. Christ Church Meadow    166
12. Il percorso della M4    185
13. Riflessioni su un giardino giapponese    203
14. Quadrato uno    221

tavole    239

Nota    241
Indice delle illustrazioni    245
Indice analitico    251
L’architettura del paesaggio è probabilmente la più antica anche se la meno avvertita fra le arti visive. Soltanto in anni recenti si è cominciato a proporla come un’attività chiaramente configurata e che va molto oltre la progettazione di giardini e parchi.

Con l’aumento della popolazione e la tendenza a un crescente sfruttamento della superficie del suolo, è indispensabile che l’ambiente sia organizzato e ricreato in armonia con i nuovi bisogni umani. Un primo aspetto del problema è rappresentato dalla conservazione del paesaggio naturale, conservazione che rientra nei compiti del pianificatore piuttosto che dell’architetto paesaggista; ma il secondo aspetto che costituisce il tema di questi studi consiste nel trattamento artificiale del suolo per adattarlo alle innumerevoli attività del mondo contemporaneo. Il volume di G.A. Jellicoe mostra come lo stato dell’arte non sia impari al compito: come possa anzi reggere il confronto con i grandi periodi del passato, quando seppe esprimere un senso di identità fra l’individuo e la sua concezione dell’universo. Attualmente noi concepiamo l’universo come un flusso continuo di spazio e tempo: è lecito pensare che proprio l’architettura del paesaggio possa diventare per sua natura l’attività artistica più adatta a rappresentare questo rapporto spazio-temporale, riconciliando l’uomo con la mutevolezza deN’ambiente in cui vive, e radicandolo in esso.
Queste ipotesi e prospettive si appoggiano, nel lavoro di Jellicoe, a una somma di considerazioni a diverso livello: studi e ricerche storiche, resoconti e esperienze d’architettura militante, ammaestramenti tecnici; le classiche forme di giardino, all’italiana e all’inglese, la vita del paesaggio nella pittura di ieri e di oggi, l’inserimento delle strutture viabilistiche nello spazio naturale, i rapporti fra paesaggistica e urbanistica. La sempre lucida e garbata esposizione dello studioso inglese apre al lettore dimensioni nuove indicando come l’architettura del paesaggio possa conferire un maggior significato al nostro ambiente, e quindi alla nostra vita.


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