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ROMANS seguito da Un articolo per il «Progresso» e Operetta Marina

A cura di Nico Naldini


Parma, Guanda, 1994, Narratori della fenice
cm 22x14, pp. 161-(7), brossura illustrata con alette, fascetta
Prima edizione. Lieve brunitura della carta, peraltro perfetto esemplare >>>

€ 35,00
Introduzione, di Nico Naldini    7
 
ROMÀNS    23
 
UN ARTICOLO PER IL "PROGRESSO"    93
 
OPERETTA MARINA    111
La vicenda di Romàns si svolge negli anni del dopoguerra, e ha per sfondo la pianura friulana tra le rive del Tagliamento e i bastioni delle Prealpi.

La scena è costituita da un borgo contadino che nei giorni di festa formicola di grida, di canti di ubriachi, di risa giovanili, ma nei giorni feriali ritrova la piena dimensione della povertà e del lavoro umile, gravoso, nella quale affiorano ormai impeti di rivolta, confusi ideali politici.
Romàns è la storia di un giovane prete, del suo arrivo in uno sperduto paesino del Friuli, del suo duro servizio pastorale, e del rapido, drammatico processo interiore che lo porterà alla consapevolezza. Consapevolezza di una realtà sociale che il suo apostolato non riesce a far propria, ad assorbire del tutto; e consapevolezza stupita, sbalordita dell’insanabile contrasto che può esserci tra la visione del proprio ruolo, dei propri doveri e gli impulsi più naturali, quelli dell’eros, che lo spingono all’amore per un ragazzo.
A Romàns, che si configura quasi come un breve romanzo, del tutto autonomo e completo, si accosta Un articolo per il «Progresso», un racconto che «mostra gli stessi intenti e le stesse atmosfere di Romàns con un’accentuazione del carattere sociale della tranche de vie che vede una volta ancora in azione la “meglio gioventù”» (così Nico Naldini nell’introduzione). Con questi due racconti, scrive ancora Naldini, «la narrativa friulana di Pasolini si completa di due parti dimenticate che richiedevano di essere riesumate». Ad essi si aggiunge, a formare un armonico trittico, Operetta marina, narrazione in cui «l’ardore fantastico di questa infanzia si riflette in un mare emblematico», racconto che ai fatti datati e accertati della biografia pasoliniana sovrappone uno strato di simboli, una personale mitologia. Stesa in un periodo successivo rispetto ai due primi testi, Operetta marina emerge «da una raccolta di carte, frutto di un complesso e mutevole disegno narrativo che ha come oggetto il mare» e che è compresa sotto il titolo Per un romanzo del mare. Nella sua dimensione di «leggenda personale» - contrapposta alla fisicità degli altri testi - essa viene a completare e a chiudere il libro inedito, ed esemplare, di una felicissima stagione.

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