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Garibaldi condottiero. Storia, teoria, prassi

A cura di Filippo Mazzonis


Milano, Franco Angeli, 1985, Studi e ricerche storiche, 46
cm 22x14, pp. 594-(6), 16 illustrazioni fuori testo (12 sono a colori), brossura illustrata
Atti del Convegno nazionale di Chiavari (13-15 settembre 1982) indetto dall'Istituto studi e ricerche difesa (Istrid). Unica edizione. Perfetto esemplare >>>

€ 40,00
     INDICE

     Presentazione, di Paolo Baffino Vittorelli, presidente dell'Istrid, p. 9

     Sezione prima - Culture e strategie per l'Unità
 1. Retroterra teorico e prassi militare nel condottiero per l'Unità, di Luciano Russi, 15
 2. Un inedito di Garibaldi: i «Consigli tattici», di Silvio Furlani, 23


     Appendice - «Alcune considerazioni ai miei compagni d'armi in presenza del nemico», 47

 3. Le teorie militari della democrazia risorgimentale, di Franco Della Peruta, 61
 4. Il genio militare di Garibaldi, di Giorgio Rochat, 83


     1. Alcune considerazioni preliminari, 83


        1.1. I limiti della rivoluzione nazionale, 83
        1.2. Il problema militare del Risorgimento, 85

     2. Garibaldi uomo della rivoluzione nazionale, 86


        2.1. La scelta sabauda, 86
        2.2. Guerra di popolo e guerra regia, 87
        2.3. Garibaldi «guerrigliero»?, 88
        2.4. Eserciti di autentici volontari, 89

     3. Doti militari di Garibaldi, 90


        3.1. Una strategia politica, 90
        3.2. Priorità delle forze morali, 91
        3.3. La capacità di esecuzione, 91

     4. Conclusione,  92

     Interventi e comunicazioni
 5. Garibaldi teorico e serittore militare: realtà di una leggenda, di Ferruccio Botti, 97


     1. Garibaldi, la guerra, la pace, 100
     2. Organizzazione e condotta generale della guerra secondo Garibaldi, 103
     3. I principi dell'arte della guerra: tattica e strategia in Garibaldi, 109
     4. Considerazioni conclusive, 113

 6. Il mito della guerriglia nel giovane Garibaldi, di Fabrizio Masciangioli, 119
 7. L'esperienza sudamericana, di Angiolo Berti, 125
 8. Garibaldi e Pisacane tra Repubblica romana e spedizione di Sapri, di Adolfo Noto, 137
 9. Cattaneo e Garibaldi nella Milano del 1848 e nella Napoli del 1860, di Lauro Rossi, 143
10. Garibaldi a La Spezia, di Giuseppe Fasoli, 151


     1. Portato in salvo da Paolo Azzarini a Portovenere, 151
     2. Primi passi del movimento democratico a La Spezia, 153
     3. 1862. Il galeotto del Varignano, 155
     4. Lettere della «Fratellanza artigiana» al generale, 158
     5. Dopo Montana: le solite miserie sabaude, 161
     6. Il tumulto del 4 novembre 1867, 162
     7. Fedele a se stesso, 164
     8. Perché il popolo amava Garibaldi, 165
     9. «La camicia rossa... è la veste del patriota», 166

11. L'arrivo di Garibaldi a Chiavari, di Paolo Castagnino Saetta, 169


     1. La serenata a Garibaldi, 172
     2. Arresto del generale Garibaldi, 175
     3. Garibaldi tradotto a Genova, 178
     Appendice - La genealogia del generale Giuseppe Garibaldi, 181


     Sezione seconda - La costruzione dello stato nazionale
 1. L'esercito italiano al tempo di Garibaldi, di Filippo Mazzonis, 187


     1. Gli aspetti generali della questione, 188
     2. Aspetti e problemi concreti della vita militare, 208
     3. Verso gli anni '80, 245

 2. Garibaldi tra esercito regio e nazione armata: il problema del reclutamento, di Piero Del Negro, 253
 3. Dalla campagna del '59 allo scioglimento dell'esercito meridionale, di Lucio Ceva, 311


     1. Garibaldi generale dell'esercito sardo (1859), 311


         1.1. Se Garibaldi abbia ricevuto il «grado» di maggiore generale nel 1859, 311
         1.2. L'arresto di Garibaldi nel settembre 1849, 313
         1.3. L'atteggiamento del governo sardo e la battaglia giuridico-politica, 315
         1.4. Garibaldi e Lamarmora (1849), 319
         1.5. Garibaldi nell'armata sarda (1859): Lamarmora, Cavour e Cugia, 320

     2. Ragioni dei contrasti per l'ingresso degli ufficiali garibaldini nell'esercito regolare (1860-1862), 324


         2.1. Dati pacifici, 324
         2.2. Interpretazioni, 326
         2.3. Osservazioni, 327
         2.4. Quali cautele?, 330

 4. Regolari e volontari: i momenti dell'incontro e dello scontro (1861-1870), di Sergio La Salvia, 353
    Interventi e comunicazioni
 5. La «mano di Dio» a Mentana, di Camillo Brezzi, 425
 6. Garibaldi condottiero nei carteggi cavouriani, di Gabriele Carletti, 435
 7. Garibaldi in Inghilterra nel 1864, di Rina Cioschi, 441
 8. La spedizione nello Stato romano (maggio 1860), di Letizia Corso, 447
 9. Operazione «Laveno», di Lucia Mazzocchi, 463
10. Spunti innovativi nelle concezioni e negli ordinamenti garibaldini, di Patrizio Flavio Quinzio, 475

     Sezione terza - La strategia tra mito e storia
 1. La storiografia su Garibaldi militare, di Carlo Crocella, 481


     1. Premessa, 481


         1.1. Limiti del tema, 481

     2. Tipologia degli autori e degli scritti, 485


         2.1. Il magnetismo personale, 486
         2.2. Un comandante anfibio, 488
         2.3. L'uso delle tre armi: cavalleria, artiglieria, fanteria, 489

     3. Genio tattico o strategico?, 493
     4. Amante della pace, 500

 2. Il mito di Garibaldi nella poesia italiana, di Sandro Di Paola, 507
 3. Garibaldi tra mito e storia nell'Italia umbertina e giolittiana, di Pier Giorgio Franzosi, 523


     1. La nazione armata, 523
     2. La guerra di popolo e il reclutamento regionale, 526
     3. L'integrazione tra guerra regolare e guerra di bande, 528
     4. La creazione di un combattente di nuovo tipo, 529
     5. Conclusione, 530

 4. Usi politici di Garibaldi dall'interventismo al fascismo, di Mario Isnenghi, 533
 5. Dal primo Risorgimento alla Resistenza, di Arrigo Boldrini, 545
     Interventi e comunicazioni
 6. Pace e guerra nelle memorie e nei romanzi di Garibaldi, di Giuseppe Armani, 565
 7. Garibaldi nella letteratura scolastica per l'infanzia durante il fascismo, di Elisabetta Lecco, 577


     Appendice - Camicia rossa,  581

 8. Il mio Garibaldi, di Stanislao Nievo, 583
 9. Garibaldi e i suoi volontari, di Andrea Viglione, 587
10. Per una riflessione su Garibaldi condottiero, di Elena Bono, 593
Il mito di Garibaldi ha attraversato più di un secolo di storia, ma la sue radici sono ancora da chiarire. Certo il condottiero ritratto dall'agiografia di fine '800 è molto diverso da quello idolatrato nelle scuole fasciste o dal leggendario liberatore che da il nome alle brigate partigiane. Ma da che cosa nasce questa popolarità? Che cosa rende ancora non solo affascinante, ma anche storicamente attuale la figura del Nizzardo?


Gli interventi che compongono questo volume individuano tre possibili letture del personaggio: espressione di una componente teorica della rivoluzione democratica; proposta strategica alternativa rispetto all'esercito risorgimentale; leggenda persistente nella cultura e nella tradizione militare della storia italiana.
Dal punto di vista ideologico, è d'obbligo l'analisi dei rapporti fra il generale dei Mille da una parte, Cattaneo e Pisacane dall'altra. Confronti che ricalcano le differenze fra modi opposti di concepire la lotta armata e la creazione del nuovo stato unitario, ma che mettono in luce anche le debolezze e i limiti della rivoluzione nazionale.
Il genio militare del condottiero viene sottratto alla retorica e rivisto alla luce dei fatti — dall'esperienza della guerriglia in Sudamerica all'inevitabile sconfitta di Mentana — ma pure attraverso la sua teorizzazione più sintetica: quel prezioso memorandum intitolato "Alcune considerazioni a'miej compagni d'armi in presenza del nemico", qui pubblicato in due versioni (il testo originale e l'edizione Gandolfi).
È in queste pagine il segreto militare di Garibaldi, che va ben oltre la semplice applicazione della guerriglia al campo di battaglia italiano. Traspare, fra le regole d'oro impartite da Garibaldi, il ruolo determinante di chi ha il comando. Al figlio Menotti avrebbe scritto: "Il miglior Generale e quello che vince". Di qui il mito che in questo volume viene interpretato attraverso la poesia popolare e l'uso, sempre strumentale, che di Garibaldi fece l'ideologia dominante, dall'interventismo alla dittatura.****

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