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Talmud babilonese. Trattato delle benedizioni

a cura di Eugenio Zolli; con uno studio introduttivo di Sofia Cavalletti


Bari, Laterza, 1958, Testi religiosi
cm 21.5x14, pp. LII-440-(4), cartonato, sovracoperta
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 INDICE

PREFAZIONE  p.  V

INTRODUZIONE - La letteratura talmudica
§ 1   Scribi e Farisei  XI
§ 2   La Legge e la tradizione  XVII
§ 3   Notizie sioriche sugli Ebrei dal 70 d. C. alla chiusura del periodo talmudico  XXII
§ 4   La Mishnàh  XXVII
§ 5   Gli «ordini» della Mishnàh  XXXII
§ 6   Il Talmùd  XXXIV
§ 7   Le regole ermeneutiche  XLI
§ 8   I commenti al Talmùd  XLVI
§ 9   La storia del Talmùd  XLIX

TALMÙD BABILONESE
I     Da quando (Me-êmathàj)  3
II    Stava leggendo (Hajâh qôré)  97
III   Uno il cui morto (Mî she-mêthô)  135
IV   La preghiera mattutina (Tephillàth ha-shâliar)  185
V    Non si sta in atteggiamento di preghiera (?n ômedîm)  217
VI   Che benedizione si dice (Késad mebhârekhîn)  257
VII  Tre che hanno mangiato assieme (Shelôshâh she-âkhelû)  291
VIII Queste sono le cose (Ellû debhârîm)  319
IX   Chi vede (Hâ-rôèh)  337

INDICE ANALITICO  435
La Mishnàh, ossia il corpus juris ebraico formatosi fra il I e il III secolo dopo Cristo, fu nei secoli successivi oggetto di studi, discussioni e commenti tanto nelle accademie talmudiche di Palestina che in quelle di Babilonia. Ne nacquero due redazioni diverse del Talmùd, quella palestinese, che si ritiene conclusa al principio del V secolo ed è opera mancante di unità e di organicità, e quella babilonese, alla quale la comunità ebraica di Babilonia dovette il suo prestigio e la sua autorità in tutto il mondo giudaico. Del Talmùd babilonese pubblichiamo nel presente volume il «Trattato delle benedizioni».


Il Talmùd, che è ancora oggi in gran parte alla base della vita religiosa dell'ebreo osservante, presenta un contenuto non soltanto strettamente normativo ma anche narrativo ed offre quindi abbondante materiale storico, mitico, aneddotico, geografico del più grande interesse. Dalle sue pagine possiamo ricostruire qual'era la vita di ogni giorno degli ebrei nei primi secoli del'era cristiana, le loro pratiche di pietà, i loro riti pubbici, le loro cognizioni scientifiche, mediche, linguistiche, ecc.
Di somma importanza sono le abbondantissime notizie teologiche, che ci informano sui concetti che gli ebrei dell'epoca avevano intorno a Dio, agli angeli e ai demoni, intorno alla vita futura, all'escatologia, al messianesimo, all'elezione del popolo d'Israele e ai suoi rapporti con le genti.
Condannato da Giustiniano nel 553 e proibito ripetute volte nel Medio Evo, lo studio del Talmùd fu difeso da Reuchlin e da Erasmo. Il Bomberg, sotto la protezione papale, ne fece a Venezia un'edizione nel 1523, ma trent'anni dopo si tornava a bruciare il Talmùd nelle piazze e lo si includeva nell' Indice dei libri proibiti. Solo in tempi più recenti si è fatta strada durevolmente la convinzione che lo stdio del Talmùd e della letteratura rabbinica è assai utile anche al fine di una migliore conoscenza dell'ambiente in cui sorse il cristianesimo.

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