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I miei trentacinque anni di Missione nell'alta Etiopia. Memorie storiche di Fra Guglielmo Massaja cappuccino già Vicario Apostolico dei Galla, Cardinale del titolo di S. Vitale

Roma, (poi) Tivoli, Coop. Tipografica Manuzio, (poi), Scuola tipografica Pio X, (poi) Soc. anon. Tipografica Sallustiana, (poi) Stabilimento tipografico Mantero, 1921-1930
12 volumi in 3 tomi, cm 24.5x17.5, pp. VIII-160, 170-(2), 160, 192, pp. 160, 152, 172, 178-(2); pp. 182-(2), 167-(1), 152, 183-(1), illustrazioni in nero nel testo, tela editoriale, ritratto del cardinale a colori stampato sulle sulle copertine, note editoriali in rosso e nero
Ristampa integrale, ma di formato ridotto, delle Memorie edite tra il 1885 e il 1895. Inserita editorialmente per errore un duplicato della 12 dispensa dell'ultimo volume tra le pagine del volume VIII, una etichettina di carta sulla copertina del secondo tomo e un bigliettino da visita incollato sul frontespizio del volume V, peraltro copia molto bella

€ 500,00

Dopo la sua espulsione dall'etiopia, «il 2 agosto 1881, il Massaja fu promosso alla sede arcivescovile di Stauropolis; poi, il 10 novembre 1884, ottenne il titolo cardinalizio.
Tali promozioni si inquadravano nel disegno di Leone XIII di introdurre nei palazzi della Curia romana gli uomini che meglio si prestavano ad assecondare il suo desiderio di ricavare dei frutti tangibili da una congiuntura internazionale ormai proiettata verso la colonizzazione dell’Africa. In occasione dei frequenti incontri in Vaticano, il M. espose minuziosamente al pontefice le vicende spinose e gli aspetti qualificanti della sua lunga missione. Probabilmente proprio nel corso di questi colloqui il papa si convinse dei vantaggi che la Chiesa avrebbe potuto ricavare anche dalla divulgazione dell’avventurosa esperienza del Massaja. Per questo, lo obbligò a una grande fatica, tenuto conto delle sue precarie condizioni di salute: documentare, in un’opera monumentale, la sua epopea missionaria.
Tra il 1880 e il 1886, pur consapevole degli scarsi strumenti letterari di cui poteva disporre, abituato per oltre un trentennio a esprimersi in forme idiomatiche filologicamente estranee ai modelli occidentali, senza il supporto di documentazione scritta, il M. compose un’opera complessa, sotto molti aspetti frammentaria e di difficile lettura, ma capace di tratteggiare un affresco esemplare della vita culturale, religiosa, politica e sociale dell’Etiopia ottocentesca;

un’opera che avrebbe conosciuto una straordinaria fortuna in Italia e in Europa (I miei trentacinque anni di missione nell’alta Etiopia, I-XII, Roma-Milano 1885-95, [nel 1984 è stato edito il manoscritto  autografo] con il titolo Memorie storiche del vicariato apostolico dei Galla, 1845-1880, a cura di A. Rosso, I-VI, Padova 1984).» cfr. Biografico degli italiani

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