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Wirszubski Chaïm

Libertas. Il concetto politico di libertà a Roma tra Repubblica e Impero

[Libertas as a Political Idea at Rome during the Late Republic and Early Principate], traduzione di Giovanni Musca, con un'appendice di Arnaldo Momigliano


Bari, Laterza, 1957, Biblioteca di Cultura moderna, 518
cm 21.5x14, pp. 298-(2), brossura
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INDICE

PREFAZIONE ALLA TRADUZIONE ITALIANA, p. 5

Introduzione
1. Libertas come diritto civile, 7; 2. Libertà e Civitas, 11; 3. Libertas Populi Romani, 12; 4. Scopo di questo studio,  14

I. Caratteristche generali della Libertas
1. Libertas-Leges, 17; 2. Aequa Libertas, 20; 3. Libertas e Dignitas, 29; 4. L'equilibrio dei poteri, 32; 5. I diritti dell'individuo, 42

II. Discordia civile: Optimates e Populares
1. Lo sfondo della lotta, 52; 2. I maggiori punti controversi, 66

III. La decadenza della forma tradizionale di governo
1. La lotta degli Italici per i diritti civili, 102; 2. Fattori di sovversione, 109; 3. Contentio Libertatis Dignitatisque, 115; 4. Il fondamento della liberta nella teoria polilitica di Cicerone, 122; 5. Libertcas sotto la nascente autocrazia, 133; 6. Libertà contro ordine e sicurezza, 139

IV. Il Principato di Augusto in relazione alla «Libertas»
1. Pax et Princeps, 148; 2. «Libertatis Vindex»: una frase logora, 152; 3. Res publica Restituta in teoria e nei fatti, 162

V. Principatus et Libertas res olim dissociabiles
1. La natura del problema, 186; 2. Princeps supra Leges, 195; 3. Libertas Senatus, 203; 4. Trasea Peto, 207; 5. Stoicismo e Libertas, 214; 6. Elvidio Prisco, 220; 7. Clementia, 225; 8. Optimus Princeps, 229; 9. Adoptio, 231; 10. Libertas Publica e Securitas, 237; 11. Libertas secondo Tacito, 239; 12. Libertà sotto tutela, 249

APPENDICE
I. Libertà e Libertas, 259; II. Dione di Prusa, la «Libertas» rodia e i filosofi, 272
«Il presente libro del dr. Ch. Wirszubski dell'University di Gerusalemme ebbe origine in una dissertazione di laurea da lui sostenuta a Cambridge. Pubblicato nel 1950, richiamò immediatamente l'attenzione per la competenza e la finezza della ricerca e per la chiarezza della presentazione tanto più notevole in chi scriveva in lingua così distante dalla propria. Esso ha suscitato e continuerà a suscitare discussioni feconde. A queste discussioni mi è accaduto di partecipare in modesta misura con una recensione pubblicata nel Journal of Roman Studies, che è parso opportuno qui aggiungere in appendice perché si trova spesso citata accanto al libro del Wirszubski nella letteratura sull'argomento.» Dalla Prefazione di ARNALDO MOMIGLIANO

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