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I fratelli Ashkenazi

[The Brothers Ashkenazi], traduzione dall'inglese di Bruno Fonzi, prefazione di Claudio Magris


Milano, Longanesi, 1970, La gaja scienza, 309
cm 19, pp. XX-763-(13), cartonato, sovracoperta illustrata
Prima edizione italiana.

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«Nelle dediche di molte novelle e romanzi di Isaac Bashevis Singer, ben noti al pubblico italiano, ritorna con insistenza e devozione il nome del fratello Israel Joschua Singer, maestro e modello di Isaac.
Nato nel 1893 in Polonia e morto nel 1944 negli Stati Uniti, Israel Joschua Singer si presenta in un certo senso come l'ultimo "classico" della letteratura yiddish e quindi come uno degli ultimi classici del romanzo di stampo ottocentesco.
Nei Fratelli Ashkenazi egli affronta, da un'angolazione ebraica, il gran tema dell'ascesa e della decadenza borghese.

Col sovrano arbitrio del narratore onnisciente, Israel Joschua Singer unifica l'evoluzione di una famiglia e l'evoluzione dell'ebraismo polacco lungo l'arco di quasi un secolo; la storia dello sviluppo borghese-industriale s'accompagna, non senza un certo pathos umanitario e populistico di impronta ottocentesca, alla storia della miseria del proletariato, delle prime e contraddittorie lotte sociali, della progressiva presa di coscienza di classe da parte dei lavoratori e dei dissidi nazionali dell'impero zarista sino al suo sfacelo, alla rivoluzione e alla costituzione dell'inquieta e caotica repubblica polacca. Maestro nel tenere i fili del suo imponente e straripante romanzo-fiume, sempre tuttavia sorvegliato da una consumata perizia, Singer ricrea dunque in una folla di personaggi, di eventi e di passionali vicende private tutta la fenomenologia culturale, politica e sociale di un secolo o quasi di storia polacca.» (Dalla prefazione di Claudio Magris)

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