Le Corbusier
Scritti
A cura di Rosa Tamborrino, traduzione di Sergio Arecco, Annamaria Beltrami Raini, Mario Sangiorgio, Francesco Taormina, Carlo De Roberto, Raffaella Fagetti
Torino, Einaudi, 2003, I millenni
cm 22x14, pp. LXXX-506-(2), 18 tavole a colori fuori testo e figure nel testo, tela, sovracoperta e cofanetto illustrati
Unica edizione. >>>
Le Corbusier e gli spazi del contemporaneo di Rosa Tamborrino, p. VII
Nota, XXXV
Nota bibliografica, XXVII
Elenco delle tavole a colori, LXXX
Scritti
Sull'Acropoli, 3
Tre richiami per gli architetti, 10
Occhi che non vedono..., 37
Architettura, 37
L'Esprit Nouveau in architettura, 64
Costruire in serie, 87
La strada dell'asino, la strada dell'uomo, 91
Una città contemporanea, 94
Medicina o chirurgia, 107
Il centro di Parigi, 119
Idee personali: I. L'angolo retto, 124
Idee personali: n. Il purismo, 131
Bisogni-tipo mobili-tipo, 139
La lezione della macchina, 145
Una sola maestranza, 152
Il padiglione dell'Esprit Nouveau, 155
CEuvre complète 1910-1929: Introduzione, 165
Le tecniche sono a fondamento del lirismo: aprono un nuovo ciclo dell'architettura, 176
La pianta della casa moderna, 207
L'avventura del mobili, 221
La lezione della gondola. L'arte e Le masse contemporanee, 233
Invito all'azione, 244
Ma Cartesio è americano?, 252
Roma, 263
Periferia di Roma, 266
La fattoria radieuse. Il villaggio radieux, 268
Le tendenze dell'architettura razionalista in rapporto alla collaborazione della pittura e della scultura, 281
Grandezza delle cose, 295
Necessità di piani e imprese comunitarie, 300
L'abitazione: speranza della civiltà macchinista, 324
Preferisci fare la guerra?, 331
Un programma: il padiglione dei Tempi nuovi, 333
Policromia = gioia, 338
La rivoluzione dell'architettura e conclusa, 340
Ciam: La Carta di Atene, 341
Volontà, 344
L'arte di costruire, 353
Conversazione con gli student! delle scuole di architettura, 385
Rivoluzione dell'architettura e urbanistica moderna, 413
La fabbrica verde, 419
Lo spazio indicibile, 426
Note biografiche, 429
Proporzione e Tempi moderni, 437
Una piccola casa, 459
La griglia Ciam di urbanistica 1947, 463
Modulor 2, 467
Estratto del resoconto della rinione dell'Icom su Museo e Architettura, 475
Appendice, 489




«Entrare in quello spazio impregnato dalle sonate di Johann Sebastian Bach - Corbu aveva inserito il grammofono -, era come penetrare religiosamente in un mondo sconosciuto, musicale, armonico, trovarsi con tutto il proprio essere in osmosi, in completa comunione con la Totalità. Le Corbusier mi aveva presa» (Charlotte Perriand)
La città del futuro, la casa dell'uomo, il rapporto con la tradizione, la tecnologia, il paesaggio costruito, le avanguardie. Sono i temi delle riflessioni che Le Corbusier ha scritto in decine di testi a partire dall'inizio degli anni Venti fino agli anni Sessanta e che rappresentano al più alto livello di elaborazione i mutamenti dei concetti di spazio e di percezione nel corso del Novecento. Questa antologia degli scritti di Le Corbusier, la più ampia pubblicata in Italia, esclude programmaticamente le trattazioni sistematiche dando invece voce al Le Corbusier rapsodico dei contributi brevi, a volte occasionali, spesso caratterizzati anche formalmente da un'idea di collage che assembli osservazioni diaristiche, riflessioni, studi, disegni, ritagli di giornale, fotografie, nuovi progetti, corpi tipografici diversi, punteggiatura «sperimentale». E proprio in questi testi emerge il work in progress del grande architetto: il carattere asistematico di questi scritti sembra quasi esaltare la coerenza di un progetto che si modifica via via, mantenendo alcune intuizioni essenziali. Prima fra tutte quella di uno spazio non compreso nelle dimensioni cartesiane, una quarta dimensione, una vibrazione comune fra cose diverse che si manifesta, in arte e in architettura, quando si raggiunge una speciale armonia fra tutto ciò che entra in gioco in una costruzione, dalle idee ai materiali e alle tecniche usate. Ma questo sentimento dello «spazio indicibile» non è, per Le Corbusier, un atto spirituale o mistico o paranormale: è una disposizione «esatta come una matematica», un fenomeno fisico che dipende dalla fisicità dell'opera e dalla fisicità dei corpi che sono nello spazio. Un intuizionismo laico e materialista, quello di Le Corbusier, che rappresenta il cuore del pensiero e delle pratiche artistiche del Novecento, ed è ancora attuale come base di confronto nel nuovo millennio.