Chiudi
Chiudi
Santagata Marco
Indice
Introduzione p. 9
PARTE PRIMA: DANTE, IL MAESTRO NEGATO ►
I. Presenze di Dante ‘comico' nel Canzoniere 25
II. Dante in Petrarca 79
PARTE SECONDA: SONDAGGI NELLA CULTURA VOLGARE PETRARCHESCA ►
III. Poeti italiani del Duecento 95
IV. Arnaut Daniel 157
V. Cecco d’Ascoli, Boccaccio 213
PARTE TERZA: I ‘MANIFESTI’ IDEOLOGICO-LETTERARI DI PETRARCA ►
VI. La canzone delle metamorfosi (R.v.f 23) 273
VE. La canzone delle citazioni (R.v.f 70) 327
Bibliografia 365
Indice dei luoghi petrarcheschi 391
Indice dei nomi e degli altri luoghi 399
Introduzione p. 9
PARTE PRIMA: DANTE, IL MAESTRO NEGATO ►
I. Presenze di Dante ‘comico' nel Canzoniere 25
II. Dante in Petrarca 79
PARTE SECONDA: SONDAGGI NELLA CULTURA VOLGARE PETRARCHESCA ►
III. Poeti italiani del Duecento 95
IV. Arnaut Daniel 157
V. Cecco d’Ascoli, Boccaccio 213
PARTE TERZA: I ‘MANIFESTI’ IDEOLOGICO-LETTERARI DI PETRARCA ►
VI. La canzone delle metamorfosi (R.v.f 23) 273
VE. La canzone delle citazioni (R.v.f 70) 327
Bibliografia 365
Indice dei luoghi petrarcheschi 391
Indice dei nomi e degli altri luoghi 399
Il canzoniere di Petrarca non lascia intravedere, alla sua superficie, quarant’anni di ripensamenti e varianti: è come uno specchio. ►
Eppure di pochi poeti, e non solo tra quelli a lui precedenti, conserviamo una mole simile di dati e testimonianze, sulle opere e sulla vita, che consentono di entrare nell’officina dell’autore e seguire le fasi di elaborazione di molti testi nonché, quasi per intero, la lunga storia redazionale dei «Rerum vulgarium fragmenta». È questa ricchezza a rendere più intrigante il compito del lettore, che voglia scomporre nella sua storicità una struttura congegnata per apparire senza storia; che sia interessato cioè a modificare l’immagine di un Petrarca immobile, frutto di un abbaglio metodologico ormai sconfessato dalla critica più attenta alla scansione cronologica degli aspetti linguistici e formali. Una indagine di tipo archeologico, che sveli il maggior numero di segnali del testo e i suoi vari livelli, capace di ritrovare le impronte cancellate, vedrà con occhi nuovi i rapporti di Petrarca con la tradizione, quella degli antichi e quella dei moderni, portando alla luce un quadro insolito: il Petrarca che mette a frutto la lezione del Dante ‘comico’ e ‘petroso’, di Arnaut e Guittone (soprattutto nei testi giovanili); un Petrarca «moderno», attento alle voci di secondo piano (Cecco d’Ascoli) e pronto a segnalare un debuttante geniale (Boccaccio). Guidato alla riscoperta della «biblioteca» volgare di Petrarca, il visitatore avrà molte sorprese: diversi tomi nuovi, alcuni inaspettati, e — inevitabilmente — qualche rimescolamento cronologico delle sue carte.



