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Il nostro agente all'Avana

[Our Man in Havana], traduzione di Bruno Oddera


Milano, Mondadori, 1959, Medusa, 429
cm 19.5x12, pp. 346-(4), cartonato, sovracoperta, fascetta illustrata
Prima edizione italiana

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Il nostro agente all'Avana è un divertissement letterario d'alta classe, un saporosissimo libro. La vicenda quasi operettistica del mite rappresentante di aspirapolvere che, travolto dalle circostanze e dalla propria timida inesperienza entra a far parte del Servizio Segreto britannico e 'inventa' non soltanto informazioni, ma addirittura agenti segreti, è un piacevole pretesto per consentire a Graham Greene di deliziare il lettore con un'altra delle sue satire sottili, frizzanti come uno spumante di gran marca.


Lo spunto è dichiaratamente comico, con toni melodrammatici, ma lo sfondo è amaro e caustico in senso positivo e costruttivo. Questo straordinario romanzo afferra con l'abile, irresistibile meccanismo della storia e con la nitidezza dei suoi impagabili personaggi, ma incide anche in profondità mettendo a nudo i mali del nostro tempo: l'aridità della vita d'oggi, il conformismo dilagante, la falsità degli ideali troppo strombazzati, eretti come un paravento che cela non puliti interessi. Una lettura, dunque, piacevolissima e al contempo estremamente seria. Solo Graham Greene poteva far saltare il banco in un gioco cosi rischioso e difficile, e riuscirvi con eleganza impeccabile.

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