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Mailer Norman
Le armate della notte. La storia come un romanzo, il romanzo come storia
[The Armies of the Night], traduzione di Ettore Capriolo
Milano, Mondadori, 1968, Nuovi scrittori stranieri, 34
cm 19.5x11.5, pp. 433-(7), cartonato, sovracoperta illustrata
Prima edizione italiana
attualmente non disponibile
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Dopo Il nudo e il morto (il lutulento e disperato romanzo contro la guerra che lo impose nel 1948 anche come personaggio nel senso hemingwayano del termine), Norman Mailer ha scritto molti libri, poesie, racconti, romanzi, pezzi teatrali e autobiografici, saggi, polemiche, pubblicità per se stesso, successi o insuccessi sempre clamorosi. Mai, però, si era così rivelato, incalzato a rivelarsi (e a trasformare la pagina che riecheggia l'esperienza della sua vita in un tentativo d'intervento nella vita altrui) come in questo Le armate della notte che viene a rinnovare a vent'anni di distanza il fortunato scandalo dell'esordio. ►
Cos'è Le armate della notte? Capita ai veri libri di essere diffìcilmente definibili, e, del resto, anche Il nudo e il morto era un romanzo per modo di dire. Per l'ultima sua opera Mailer propone due formule, una formula per parte: "La storia come un romanzo" e "Il romanzo come storia". È ovviamente il resoconto di un'esperienza (la partecipazione dello scrittore quarantaquattrenne alla grande Marcia sul Pentagono dell'ottobre 1967 per protesta contro la guerra del Vietnam), ma anche di più, molto di più. Mailer parla di sé in terza persona, prendendosi insieme sul serio e in giro, vilipendendosi ed esaltandosi con foga e distacco, ferocia e complicità. «Redigendo la sua storia personale di quei quattro giorni, arrivò a scoprire il significato fondamentale della Marcia sul Pentagono, e ciò che era stato conqui- stato e ciò che era andato perso,» dice Mailer alla fine della prima parte «e così si trovò finalmente in grado di scrivere una concisissima Breve Storia, una vera sintesi di un romanzo collettivo che adesso, nelle pagine rimanenti, cercherà di mettere in chiaro, come Storia o meglio come Romanzo storico, il carattere misterioso di questo avvenimento essenzialmente americano.» Un avvenimento essenzialmente americano la ribellione della Nuova Sinistra che ci riguarda tutti, la cronaca appassionata, sanguigna e ilare per violenza e oscenità di uno scrittore che non esita a gigioneggiare senza farsi illusioni. Nell'odore rancido del sudore, nell'aria viziata del carcere, in cui è riuscito a farsi rinchiudere per rispettare il programma della manifestazione, Mailer sente ugualmente rifluire l'adrenalina. Una buona metà dei ragazzi arrestati con lui debbono essere suoi ammiratori. «In mancanza di un Hemingway vivo, potevano aspettarsi che lui assumesse il ruolo di un papa per i poveri. Tuttavia,
anche se per metà erano degli ammiratori, sarebbero stati certamente di quelli che non possono sopportare un'ammirazione sinché non ci hanno fatto una bella litigata... » Ma quello che interessa di più a Mailer, nonostante la sua gigioneria, è capire le ragioni degli altri, della metà che non lo ammira, le ragioni in cui si è racchiuso il futuro degli Stati Uniti. «L'America, un tempo una bellezza di ineguagliato splendore, oggi una bellezza con una pelle di lebbroso. Aspetta un figlio - nessuno sa se sia legittimo — e langue in una segreta di cui non si vedono mai i muri. Cominciano adesso le prime contrazioni delle sue terribili doglie... »



