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La geometria fra tradizione e innovazione. Temi e metodi geometrici nell'età della rivoluzione scientifica, 1550-1650

Torino, Bollati Boringhieri, 1999, Saggi. Scienze , 6
cm 22, pp. 244, brossura illustrata

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L'epoca che va dalla metà del Cinquecento alla metà del Seicento è quella in cui si assiste ai preludi, alla nascita e agli sviluppi dell'opera galileiana. In quel periodo ricco d'innovazioni la matematica ha un ruolo primario nel determinare la nuova mentalità che è alla base della "rivoluzione scientifica", da Galilei a Newton. Si studiano i classici, che vengono tradotti e commentati, e nel complesso si pongono le basi per gli sviluppi futuri. Descartes algebrizza la geometria dando di fatto agli oggetti geometrici un'entità algebrica. I metodi d'indagine come pure la logica e i fondamenti, vengono esaminati esplicitamente sulla scia della tradizione medievale. Si prende in considerazione l'analisi delle dimostrazioni matematiche, in particolare geometriche. La tradizione archimedea porta a nuovi e suggestivi metodi per la determinazione delle misure di aree e volumi. I risultati presentati nel volume costituiscono una parte rilevante dei fondamenti storici della geometria.

Paolo Freguglia è attualmente professore ordinario di Storia del pensiero scientifico presso l'Università di Chieti-Pescara. Ha insegnato in università italiane e straniere e collabora all'attività scientifica della Domus Galilaeana di Pisa, è autore di numerose pubblicazioni sulla storia delle matematiche del Cinque-Seicento e dell'Ottocento, tra cui “Ars analytica: matematica e methodus nella seconda metà del Cinquecento” (1988) e “Dalle equipollenze ai sistemi lineari: il contributo italiano al calcolo geometrico” (1992).


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