Chiudi
Chiudi
Repaci Leonida
INDICE
Premessa pag. 5
Parte Prima - I peccati 11 ►
L’avarizia 13
L'ira 17
La gelosia 23
La superbia 28
Ancora la superbia 33
La gola 37
La pigrizia 44
Ancora la pigrizia 50
La vanità 55
L’invidia 60
Matrimonidolatria 66
La lussuria 71
Ancora la lussuria 78
Ancora la lussuria 84
Ancora la lussuria 91
Parte Seconda - Le virtù 99 ►
La pazienza 101
Il pudore 104
Ancora il pudore 109
La speranza 114
La costanza 120
Il sacrificio 126
La solidarietà 131
Il sesto senso 137
Il coraggio 142
Parte Terza - Alla ricerca dell’amore perduto 147 ►
Congedo 188
Riverenza finale 196
Premessa pag. 5
Parte Prima - I peccati 11 ►
L’avarizia 13
L'ira 17
La gelosia 23
La superbia 28
Ancora la superbia 33
La gola 37
La pigrizia 44
Ancora la pigrizia 50
La vanità 55
L’invidia 60
Matrimonidolatria 66
La lussuria 71
Ancora la lussuria 78
Ancora la lussuria 84
Ancora la lussuria 91
Parte Seconda - Le virtù 99 ►
La pazienza 101
Il pudore 104
Ancora il pudore 109
La speranza 114
La costanza 120
Il sacrificio 126
La solidarietà 131
Il sesto senso 137
Il coraggio 142
Parte Terza - Alla ricerca dell’amore perduto 147 ►
Congedo 188
Riverenza finale 196




Qui lo scrittore, con un tono di brillante conversatore, assai più che di moralista, si ferma a fare il punto sui peccati e sulle virtù delle donne, nel tentativo di sollevare questa metà del genere umano, la più bella e gentile, a tal punto da farla amare anche per i suoi peccati. Egli si riferisce soprattutto al peccato di carne, l’unico che, secondo lui, abbia peso e dignità di peccato. Riducendone i margini, e avvicinandolo al suo opposto, egli sarebbe portato a una paradossale identificazione di estremi, alla dimostrazione che le migliori virtù delle donne sono i peccati.
L’antitesi, ancor valida nella distinta trattazione di peccati e virtù, è superata nel capitolo «Alla ricerca dell’amore perduto» e nel «Congedo», allorché lo scrittore si rifugia nel ricordo per dimenticare l’usura degli anni. In queste pagine divertite, ariose, spregiudicate, che orchestrano interessanti casi di strategia e di psicologia femminile sulla capacità di rinventare il corpo della donna per i bisogni dell’amore, si scopre un Rèpaci intinto di paganìa, e felice di riconoscerselo, innocente e geloso, al tempo stesso, di una golosità tutta contemplativa, semovente sulla traccia della convalida brantómiana della bellezza.
Oltre che una calda testimonianza dell’anima femminile, e una prova di illimitata fiducia verso la vita, il libro di Rèpaci vuole essere un riconoscimento dell’avanzata opera della donna nel mondo, in ogni settore della vita sociale. L’indagine sul peccato e sulla virtù femminile, riferita a una determinata società, e al posto che le donne occupano nella vita sociale, è forse il lato più interessante del libro, che sa essere scanzonato come pochissimi, restando estremamente serio quando l’argomento non consente abbandoni, ma impone la rigorosa precisazione, la partecipazione commossa.