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Censura e scrittura. Vittorini, lo pseudo-Malaparte, Gadda

Milano, Il Saggiatore, 1983, L'arco, 11
cm 19x11.5, pp. 190-(2), brossura
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Sommario

Avvertenza   p. 9

Vita di Pizzo-di-ferro: Vittorini e lo pseudo-Malaparte   13

L’autocensura di Gadda: gli scritti tecnico-autarchici   31

La censura del Garofano rosso   99

Un caso di censura fascista a Firenze   133

Appendice   143
Vita di Pizzo-di-ferro detto Italo Balbo   145
Scoprire che un’opera pressoché sconosciuta (e per di più un’agiografia di Italo Balbo, firmata da Curzio Malaparte) fu in realtà scritta dall’esordiente Elio Vittorini non è proprio cosa di tutti i giorni.

Né è questa l’unica sorpresa che Lorenzo Greco ci riserva: basti dire, ad esempio, che egli studia per la prima volta le versioni originali degli articoli successivamente raccolti da Gadda in uno dei suoi libri più caratteristici, Le meraviglie d’Italia. Fra censura, autocensura e propaganda si disegna qui, per campioni, l’itinerario di molti scrittori italiani durante il ventennio fascista. Merito dell’autore è di rappresentarcelo non solo sotto il suo profilo ideologico, ma ricorrendo agli strumenti della filologia e dell’analisi letteraria.

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