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Movimento federalista europeo. Commissione italiana
INDICE
Introduzione Pag. 9
L’integrazione europea, elementi per un inquadramento storico. 13
Parte prima. Dalla Resistenza al Piano Marshall 35 ►
Premessa 37
1. Il Manifesto di Ventotene 45
2. La fondazione del M.F.E. 55
3. I federalisti italiani nella Resistenza 72 ►
3.1. L’Europa libera, di Leone Ginzburg 72
3.2. Dichiarazione federalista dei resistenti europe 73
4. Bilancio federalista nel giugno 1945 78
5. L’analisi federalista del fallimento dell’internazionalismo socialista 82
6. I federalisti italiani e il Piano Marshall ►
6.1. Discorso di Spinelli al I Congresso dell'U.E.F. (Montreux, 27-31 agosto 1947)
6.2. Mozione conclusiva del II Congresso Nazionale del M.F.E. (Milano, 15-17 febbraio 1948)
Parte seconda. Dal Piano Marshall alla caduta della C.E.D. 103 ►
Premessa 105
1. La critica dell’approccio funzionalistico 111
2. L’avvio della battaglia per la Costituente Europea 127 ►
2.1. Rapporto di Spinelli al Consiglio dei Popoli d’Europa (Strasburgo, 21 novembre 1950) 127
2.2. Mozione conclusiva del IV Congresso Nazionale del M.F.E. (Roma, 17-19 marzo 1951) 141
3. I federalisti italiani e l’Assemblea ad hoc 143 ►
3.1. Rapporto di Spinelli al V Congresso Nazionale del M.F E. (Torino, 6-8 dicembre 1952) Pag. 143
3.2. Il ruolo di Ivan Matteo Lombardo 153
3.3. Lettera del Comitato Centrale del M.F.E. a De Gasperi (29 giugno 1952) 157
4. Una grande sconfìtta: la caduta della C.E.D. 162 ►
4.1. Tesi del Comitato Centrale del M.F.E. sullo Statuto della Comunità Politica Europea (Roma, 27 marzo 1953) 162
4.2. Rapporto di Spinelli al VI Congresso Nazionale del M.F.E. (Genova 11-13 giugno 1954) 165
Parte terza. L’opposizione all’Europa del Mercato comune e il riferimento al popolo Europeo 183 ►
Premessa 185
1. Il nuovo corso e la critica del Mercato comune. 191 ►
1.1. Il nuovo corso 191
1.2. Il popolo europeo 201
1.3. La beffa del Mercato comune 204
1.4 La «force de dissuasion» francese 209
2. Il Congresso del popolo europeo 218 ►
2.1. Dichiarazione politica del Comitato d’iniziativa per il Congresso del popolo europeo 218
2.2. Le ragioni ideali del Congresso del popolo europeo 224
2.3. Documento di protesta e di rivendicazione degli intellettuali di Torino 240
2.4. Prospettive della lotta sindacale sul piano europeo 250
2.5. Scuola e autorità 257
3. Il nuovo equilibrio internazionale e il molo dell’Europa 262 ►
3.1. Federalismo e indipendenza 262
3.2. Il significato politico dell’enciclica «Pacem in terris» 267
3.3. La fine dell’equilibrio bipolare 276
4. I limiti del centro-sinistra 288
5. La strategia della lotta per l’Europa 395
Parte quarta. La fase politica dell’integrazione europea e la lotta
per mettere in crisi i poteri nazionali sul terreno europeo 321 ►
Bibliografia 423
Indice dei nomi 435
Introduzione Pag. 9
L’integrazione europea, elementi per un inquadramento storico. 13
Parte prima. Dalla Resistenza al Piano Marshall 35 ►
Premessa 37
1. Il Manifesto di Ventotene 45
2. La fondazione del M.F.E. 55
3. I federalisti italiani nella Resistenza 72 ►
3.1. L’Europa libera, di Leone Ginzburg 72
3.2. Dichiarazione federalista dei resistenti europe 73
4. Bilancio federalista nel giugno 1945 78
5. L’analisi federalista del fallimento dell’internazionalismo socialista 82
6. I federalisti italiani e il Piano Marshall ►
6.1. Discorso di Spinelli al I Congresso dell'U.E.F. (Montreux, 27-31 agosto 1947)
6.2. Mozione conclusiva del II Congresso Nazionale del M.F.E. (Milano, 15-17 febbraio 1948)
Parte seconda. Dal Piano Marshall alla caduta della C.E.D. 103 ►
Premessa 105
1. La critica dell’approccio funzionalistico 111
2. L’avvio della battaglia per la Costituente Europea 127 ►
2.1. Rapporto di Spinelli al Consiglio dei Popoli d’Europa (Strasburgo, 21 novembre 1950) 127
2.2. Mozione conclusiva del IV Congresso Nazionale del M.F.E. (Roma, 17-19 marzo 1951) 141
3. I federalisti italiani e l’Assemblea ad hoc 143 ►
3.1. Rapporto di Spinelli al V Congresso Nazionale del M.F E. (Torino, 6-8 dicembre 1952) Pag. 143
3.2. Il ruolo di Ivan Matteo Lombardo 153
3.3. Lettera del Comitato Centrale del M.F.E. a De Gasperi (29 giugno 1952) 157
4. Una grande sconfìtta: la caduta della C.E.D. 162 ►
4.1. Tesi del Comitato Centrale del M.F.E. sullo Statuto della Comunità Politica Europea (Roma, 27 marzo 1953) 162
4.2. Rapporto di Spinelli al VI Congresso Nazionale del M.F.E. (Genova 11-13 giugno 1954) 165
Parte terza. L’opposizione all’Europa del Mercato comune e il riferimento al popolo Europeo 183 ►
Premessa 185
1. Il nuovo corso e la critica del Mercato comune. 191 ►
1.1. Il nuovo corso 191
1.2. Il popolo europeo 201
1.3. La beffa del Mercato comune 204
1.4 La «force de dissuasion» francese 209
2. Il Congresso del popolo europeo 218 ►
2.1. Dichiarazione politica del Comitato d’iniziativa per il Congresso del popolo europeo 218
2.2. Le ragioni ideali del Congresso del popolo europeo 224
2.3. Documento di protesta e di rivendicazione degli intellettuali di Torino 240
2.4. Prospettive della lotta sindacale sul piano europeo 250
2.5. Scuola e autorità 257
3. Il nuovo equilibrio internazionale e il molo dell’Europa 262 ►
3.1. Federalismo e indipendenza 262
3.2. Il significato politico dell’enciclica «Pacem in terris» 267
3.3. La fine dell’equilibrio bipolare 276
4. I limiti del centro-sinistra 288
5. La strategia della lotta per l’Europa 395
Parte quarta. La fase politica dell’integrazione europea e la lotta
per mettere in crisi i poteri nazionali sul terreno europeo 321 ►
Premessa 323
1. La strategia 329 ►
1.1 Un piano d’azione a medio termine. Il M.F.E. e la lotta per l’Europa 329
1.2. L’elezione a suffragio universale dei delegati italiani al Parlamento europeo e l’azione del M.F.E. 335
1.4. Moneta europea e creazione dello Stato europeo 345
1.5. L’Italia tra fascismo ed Europa 363
2. I contenuti 370 ►
2.1. Libertà della Grecia, libertà dell’Europa 370
2.2. La via maestra dell’Europa 372
2.3. La revisione della politica atlantica 375
2.4. La Gran Bretagna e le dimensioni dell’Europa 383
2.5. Lo spettro del prefascismo 386
2.6. La crisi cecoslovacca 388
2.7. Il crocevia tra le nazioni e l’Europa 390
2.8. La scomparsa degli eserciti permanenti 394
2.9. Presa di posizione del M.F.E. al convegno su «I comunisti italiani e l’Europa» 405
2.10. Appello alle forze democratiche e progressiste per l’organizzazione di un controvertice 411
3. La riunificazione dei federalisti 411 ►
3.1. Il Movimento Federalista Europeo e la sua lotta 411
3.2. Preambolo allo statuto dell’Union Européenne des Fédéralistes 420
1. La strategia 329 ►
1.1 Un piano d’azione a medio termine. Il M.F.E. e la lotta per l’Europa 329
1.2. L’elezione a suffragio universale dei delegati italiani al Parlamento europeo e l’azione del M.F.E. 335
1.4. Moneta europea e creazione dello Stato europeo 345
1.5. L’Italia tra fascismo ed Europa 363
2. I contenuti 370 ►
2.1. Libertà della Grecia, libertà dell’Europa 370
2.2. La via maestra dell’Europa 372
2.3. La revisione della politica atlantica 375
2.4. La Gran Bretagna e le dimensioni dell’Europa 383
2.5. Lo spettro del prefascismo 386
2.6. La crisi cecoslovacca 388
2.7. Il crocevia tra le nazioni e l’Europa 390
2.8. La scomparsa degli eserciti permanenti 394
2.9. Presa di posizione del M.F.E. al convegno su «I comunisti italiani e l’Europa» 405
2.10. Appello alle forze democratiche e progressiste per l’organizzazione di un controvertice 411
3. La riunificazione dei federalisti 411 ►
3.1. Il Movimento Federalista Europeo e la sua lotta 411
3.2. Preambolo allo statuto dell’Union Européenne des Fédéralistes 420
Bibliografia 423
Indice dei nomi 435




«La linea di divisione fra partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa quelli che concepiscono come fine essenziale della lotta quello antico, cioè la conquista del potere politico nazionale — e che faranno, sia pure involontariamente, il gioco delle forze reazionarie lasciando solidificare la lava incandescente delle passioni popolari nel vecchio stampo, e risorgere le vecchie assurdità e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopreranno in primissima linea come strumento per realizzare l’unità internazionale». Pochi giorni dopo la sua fondazione, nei primi giorni di settembre del 1943, il Movimento fece diffondere il n. 3 del suo organo ufficiale, «L’Unità Europea», che, oltre a far conoscere i documenti ufficiali approvati all’atto della propria fondazione, fu la prima pubblicazione della Resistenza italiana a lanciare un appello alla lotta armata contro il nazi-fascismo.
Da allora fino ad oggi la continuità della lotta del Movimento coincide in sostanza con il riferimento costante a questi due punti di vista.
Con riguardo alla situazione interna degli Stati nazionali europei, non è mai venuta meno ed ha trovato continue conferme nei fatti la convinzione che una vera riforma della società non sia possibile entro il quadro degli Stati nazionali, bensì solo nel quadro di un ordine federale europeo.
Circa il rapporto fra l’Europa e il Mondo, la federazione europea è sempre stata concepita come lo strumento insostituibile per superare la spartizione del Mondo fra le due superpotenze, per eliminare le tendenze imperialistiche inevitabilmente connesse a un tale sistema internazionale e per aprire la strada all’unificazione pacifica del genere umano.
I problemi e le tappe fondamentali di questa esperienza trentennale sono presentate in questo volume, che di essa raccoglie i documenti più significativi e che fornisce una bibliografia riguardante sia le vicende del federalismo in Italia, sia delle elaborazioni teoriche che, a partire dal posto di lotta scelto dai federalisti, hanno permesso loro di vedere il processo politico e sociale con questo nuovo punto di vista che sta faticosamente e troppo lentamente affermandosi.