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Trent'anni di vita del Movimento federalista europeo

A cura di Lucio Levi e Sergio Pistone


Milano, Franco Angeli, 1973, MFE , 1
cm 22x14, pp. 438-(2), brossura
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INDICE

Introduzione    Pag. 9
L’integrazione europea, elementi per un inquadramento storico.    13

Parte prima. Dalla Resistenza al Piano Marshall    35



Premessa    37
1. Il Manifesto di Ventotene    45
2. La fondazione del M.F.E.    55
3. I federalisti italiani nella Resistenza    72


    3.1. L’Europa libera, di Leone Ginzburg    72
    3.2. Dichiarazione federalista dei resistenti europe    73

4. Bilancio federalista nel giugno 1945    78
5. L’analisi federalista del fallimento dell’internazionalismo socialista    82
6. I federalisti italiani e il Piano Marshall


    6.1. Discorso di Spinelli al I Congresso dell'U.E.F. (Montreux, 27-31 agosto 1947)
    6.2. Mozione conclusiva del II Congresso Nazionale del M.F.E. (Milano, 15-17 febbraio 1948)


Parte seconda. Dal Piano Marshall alla caduta della C.E.D.    103



Premessa    105
1. La critica dell’approccio funzionalistico    111
2. L’avvio della battaglia per la Costituente Europea    127


    2.1. Rapporto di Spinelli al Consiglio dei Popoli d’Europa (Strasburgo, 21 novembre 1950)    127
    2.2. Mozione conclusiva del IV Congresso Nazionale del M.F.E. (Roma, 17-19 marzo 1951)    141

3. I federalisti italiani e l’Assemblea ad hoc    143


    3.1. Rapporto di Spinelli al V Congresso Nazionale del M.F E. (Torino, 6-8 dicembre 1952)    Pag.    143
    3.2. Il ruolo di Ivan Matteo Lombardo    153
    3.3. Lettera del Comitato Centrale del M.F.E. a De Gasperi (29 giugno 1952)    157

4. Una grande sconfìtta: la caduta della C.E.D.    162


    4.1. Tesi del Comitato Centrale del M.F.E. sullo Statuto della Comunità Politica Europea (Roma, 27 marzo 1953)    162
    4.2. Rapporto di Spinelli al VI Congresso Nazionale del M.F.E. (Genova 11-13 giugno 1954)    165


Parte terza. L’opposizione all’Europa del Mercato comune e il riferimento al popolo Europeo    183



Premessa    185
1. Il nuovo corso e la critica del Mercato comune.    191


    1.1. Il nuovo corso    191
    1.2. Il popolo europeo    201
    1.3. La beffa del Mercato comune    204
    1.4 La «force de dissuasion» francese    209

2. Il Congresso del popolo europeo    218


    2.1. Dichiarazione politica del Comitato d’iniziativa per il Congresso del popolo europeo    218
    2.2. Le ragioni ideali del Congresso del popolo europeo    224
    2.3. Documento di protesta e di rivendicazione degli intellettuali di Torino    240
    2.4. Prospettive della lotta sindacale sul piano europeo    250
    2.5. Scuola e autorità    257

3. Il nuovo equilibrio internazionale e il molo dell’Europa    262


    3.1. Federalismo e indipendenza    262
    3.2. Il significato politico dell’enciclica «Pacem in terris»    267
    3.3. La fine dell’equilibrio bipolare    276

4. I limiti del centro-sinistra    288
5. La strategia della lotta per l’Europa    395


Parte quarta. La fase politica dell’integrazione europea e la lotta
per mettere in crisi i poteri nazionali sul terreno europeo    321

 
Premessa    323
1. La strategia    329


    1.1 Un piano d’azione a medio termine. Il M.F.E. e la lotta per l’Europa    329
    1.2. L’elezione a suffragio universale dei delegati italiani al Parlamento europeo e l’azione del M.F.E.    335
    1.4. Moneta europea e creazione dello Stato europeo    345
    1.5. L’Italia tra fascismo ed Europa    363

2. I contenuti    370


    2.1. Libertà della Grecia, libertà dell’Europa    370
    2.2. La via maestra dell’Europa    372
    2.3. La revisione della politica atlantica    375
    2.4. La Gran Bretagna e le dimensioni dell’Europa    383
    2.5. Lo spettro del prefascismo    386
    2.6. La crisi cecoslovacca    388
    2.7. Il crocevia tra le nazioni e l’Europa    390
    2.8. La scomparsa degli eserciti permanenti    394
    2.9. Presa di posizione del M.F.E. al convegno su «I comunisti italiani e l’Europa»    405
    2.10. Appello alle forze democratiche e progressiste per l’organizzazione di un controvertice    411

3. La riunificazione dei federalisti    411


    3.1. Il Movimento Federalista Europeo e la sua lotta    411
    3.2. Preambolo allo statuto dell’Union Européenne des Fédéralistes    420


Bibliografia    423

Indice dei nomi    435
Il Movimento Federalista Europeo ha trentanni di vita. Esso fu fondato clandestinamente il 27-28 agosto 1943 a Milano per iniziativa soprattutto di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, che, scrivendo due anni prima nel confino di Ventotene il «Manifesto per un’Europa libera e unita», avevano indicato con queste parole le basi della lotta federalista:


«La linea di divisione fra partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa quelli che concepiscono come fine essenziale della lotta quello antico, cioè la conquista del potere politico nazionale — e che faranno, sia pure involontariamente, il gioco delle forze reazionarie lasciando solidificare la lava incandescente delle passioni popolari nel vecchio stampo, e risorgere le vecchie assurdità e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopreranno in primissima linea come strumento per realizzare l’unità internazionale». Pochi giorni dopo la sua fondazione, nei primi giorni di settembre del 1943, il Movimento fece diffondere il n. 3 del suo organo ufficiale, «L’Unità Europea», che, oltre a far conoscere i documenti ufficiali approvati all’atto della propria fondazione, fu la prima pubblicazione della Resistenza italiana a lanciare un appello alla lotta armata contro il nazi-fascismo.
Da allora fino ad oggi la continuità della lotta del Movimento coincide in sostanza con il riferimento costante a questi due punti di vista.
Con riguardo alla situazione interna degli Stati nazionali europei, non è mai venuta meno ed ha trovato continue conferme nei fatti la convinzione che una vera riforma della società non sia possibile entro il quadro degli Stati nazionali, bensì solo nel quadro di un ordine federale europeo.
Circa il rapporto fra l’Europa e il Mondo, la federazione europea è sempre stata concepita come lo strumento insostituibile per superare la spartizione del Mondo fra le due superpotenze, per eliminare le tendenze imperialistiche inevitabilmente connesse a un tale sistema internazionale e per aprire la strada all’unificazione pacifica del genere umano.
I problemi e le tappe fondamentali di questa esperienza trentennale sono presentate in questo volume, che di essa raccoglie i documenti più significativi e che fornisce una bibliografia riguardante sia le vicende del federalismo in Italia, sia delle elaborazioni teoriche che, a partire dal posto di lotta scelto dai federalisti, hanno permesso loro di vedere il processo politico e sociale con questo nuovo punto di vista che sta faticosamente e troppo lentamente affermandosi.



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