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Il pentagono del potere

[The Pentagon of Power], traduzione di Marina Bianchi


Milano, Il Saggiatore, 1973, Gutenberg & Company, 12
cm 21.5x12.2, pp. 664, 52 illustrazioni in b/n fuori testo, brossura
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Sommario

Premessa    11

i
Nuove scoperte, nuovo mondo


1. La nuova visione    15
2. Il preludio medievale    18
3. Conflitti esterni, contraddizioni interne    31
4. L’utopia del Nuovo mondo    40
5. Dal naturalismo medievale alla filosofia della natura    45

ii
La rinascita del dio Sole


1 Scienza e teologia solare    33
2. Sogni del nuovo mondo e realtà del mondo antico    68
3. Il sogno di Keplero    75

iii
La concezione meccanica del mondo


1. L’ambiente snaturato    83
2. Il delitto di Galileo    93
3. Particolari sul delitto di Galileo    97
4. A misura della macchina    104
5. Macchine: organismi difettosi    108
6. Assoluzione di Galileo    114

iv
Assolutismo politico e irreggimentazione


1. I signori della natura    121
2. Verso l’assolutismo    125
3. Dello scienziato come legislatore    130
4. Revisione del modello meccanico    133
5. Fallimento del meccanomorfismo    145
6. Il leviatano meccanico    150
7. La macchina come pedagogo    155

v
Tecnologia della scienza


1. La nuova instaurazione    161
2. L’intuito tecnico di Bacone    169
3. Il mondo della «Nuova Atlantide»     174
4. L’esaudimento delle speranze baconiane    182
3. Anticipazioni e realizzazioni    192

vi
La tradizione del politecnico


1. Il continuum medievale   199
2. L’eredità del politecnico    204
3. La liberazione tecnica    211
4. Il bilancio    219
5. Il «pool» tecnologico    231
6. La transizione soggettiva    235
7. Rinascenza sepolta    239

vii
Produzione in serie e automazione umana


1. Il pentagono del potere    247
2. Mobilitazione meccanica    233
3. Il regno dell’illimitato    238
4. Trionfo dell’automazione    262
5. La sabbia negli ingranaggi    266
6. Paradosso dell’automazione    269
7. Coazioni e coercizioni    276
8. Conclusione: Il Grande Fratello    279
9. Verso il nonluogo    2287

viii
Del progresso come fantascienza


1. Le ruote del progresso     293
2. Evoluzione e regressione    301
3. Il ruolo delle utopie    312
4. Utopie prefabbricate    313
5. Il sogno a ritroso di Bellamy    319
6. Dall’utopia alla kakotopia    323
7. «Il nuovo mondo» di Aldous Huxley    331

ix
La nucleazione del potere


1. Una lettera agli insegnanti di storia    341
2. Megamacchina antica e megamacchina moderna    349
3. La nuova coalizione    356
4. Totalitarismo di transizione    358
5. Il contributo nazista    363
6. Implosioni e esplosioni    372
7. Confronto fra megamacchine    378
8. Sacrificio umano e salvezza meccanica    381

x
La megamacchina moderna


1. I segreti del tempio    387
2. Abdicazione dell’alto sacerdozio    394
3. L’occhio onniveggente    401
4. L’uomo dell’organizzazione    404
5. La tecnica del controllo totale    411
6. Entropia elettronica    427

xi
La terra desolata della megatecnica


1. Piramidi ad aria condizionata    439
2. Fuga spaziale della realtà    444
3. Travaglio spaziale    447
4. Cultura post-storica    454

xii
Promesse, ricatti, minacce


1. L'affluenza agli esordi    469
2. Costi e vantaggi della megatecnica    477
3. Ricatti della megatecnica    482
4. Quantificazione senza qualifiche    487
5. La promessa del parassitismo    492

xiii
Demoralizzazione e ribellione 


1. Il monolito incrinato    505
2. Salvaguardie perdute
3. Riflusso rivoluzionario    5
4. Reazioni nichiliste    518
5. Sintomi di regressione    521
6. Il culto dell'antivita    526
7. Soggettivismo vacuo    534
8. L'ottimismo patologico    538

xiv
Il nuovo organo della vita


1. Le piante, mammiferi e l’uomo    549
2. La concezione organica del mondo    557
3. Dal potere alla pienezza    569
4. Invito alla pienezza    578
5. Le nuove prospettive culturali    584
6. Se i dormienti si destassero    590

xv
Epilogo: Il progresso della vita    597

Bibliografia    629
Nell’arcaica immagine raffigurata nel titolo di quest’ultimo lavoro dell’autore di Tecnica e Civiltà, il pentagono americano, ossia l’élite militare degli Stati Uniti, è chiamato in causa soltanto come una delle tante varie forze che condizionano il nostro presente e ovviamente in parte anche il nostro futuro; in realtà, con il pentagono del potere Mumford passa in rassegna tutta la nostra epoca a partire dal sedicesimo secolo, nella misura in cui è epoca che induce l’uomo a spaventose tentazioni sottostanti l’illusione del magico potere della scienza, anzi della scienza intesa come tecnologia.

Pertanto il potere in tutti i suoi eccessi, i profitti illimitati, l’energia sovrumana dell’atomica, la pubblicità in tutte le sue forme, non escluse le imposizioni di personalità scientifiche, e la scienza stessa, sono indagate con grande severità, e non soltanto nei mali evidenti, ma persino nell’apparente bontà di molti beni che per essere eccessivi finiscono per trasformarsi in cose nocive. Di nuovo, come già nel primo volume del Mito della Macchina, l’autore parte alla ricerca del tessuto di sogni e bisogni che sono alla base di tutte le realizzazioni tecniche, dalle più genuine alle più letali, e non solo interroga i testi fondamentali della nuova scienza, da Copernico a Keplero, da Galilei a Cartesio, ma neppure scarta i libri di utopie o addirittura di vera e propria fantascienza, dal Nuovo Mondo di Aldous Huxley all'Odissea nello Spazio, di Arthur Clark, perché tutto fittamente si intreccia e mentre sarà la scienza nuova degli astronomi a promuovere una tecnica diversa dal ricco politecnico medievale, cosi è la tecnica stessa a incarnarsi in nuove fantasie tecnologiche, a volte molto tetre. In pratica, gran parte del libro, pur discutendo molte idee e fatti, sembra voler rispondere almeno in parte a una domanda che non ci si pone mai con dovuta serietà, e è questa; perché abbiamo fatto sogni cosi sorprendenti, talvolta dei veri e propri incubi, e perché non riusciamo a riconoscerli come incubi nemmeno ora che sono divenuti per tutti realtà?

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