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Lo specchio della produzione

[Le miroir de la production], traduzione di Sergio Blazina, introduzione di Maurizio Ferraris


Milano, Multhipla, 1980
cm 21x15, pp. 147-(5), brossura con alette
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Indice

Introduzione di Maurizio Ferraris    5

Lo specchio della produzione ovvero l’illusione critica del materialismo storico    19

I. Il concetto di lavoro    23


Critica del valore d’uso della forza lavoro    24
Il concetto di lavoro: «dialettica» del qualitativo e del quantitativo    26
La doppia faccia «generica» dell’uomo    29
Etica del lavoro — Estetica del gioco    33
Marx e il geroglifico del valore    38

Epistemologia I:


All’ombra dei concetti marxisti    42
La critica dell’economia politica si è sostanzialmente conclusa    45


II. L’antropologia marxista e il dominio della natura    51


La filosofia morale dei lumi    53
Licurgo e la castrazione    57
L’anti-phisis giudaico-cristiana    58

Epistemologia II:


Limiti strutturali della critica marxista    60


III. Il materialismo storico e le società primitive    65


La causalità strutturale e i primitivi    66
Surplus e anti-produzione    69
Magia e lavoro    73

Epistemologia III:


Materialismo e etnocentrismo    76


IV. Intorno al modo arcaico e feudale    85


Lo schiavo    85
L'artigiano    87

Epistemologia IV:


Marxismo e misconoscimento    95


V. Il marxismo e il sistema dell’economia politica    101


Una geometria euclidea della storia?    101
La terza fase dell’economia politica    107
Contraddizione e sovversione: lo spostamento del politico    115
Rivoluzione politica e rivoluzione «culturale»    123
L’economico come ideologia e modello di simulazione    127
La teoria marxista e il movimento operaio: il concetto di classe    131
La rivoluzione come finalità: l’affare in sospeso della storia    136
Radicalità dell’utopia    139
La produzione di oggetti di scambio o di desiderio è il postulato ineluttabile di ogni organizzazione sociale? O non costituisce piuttosto un pregiudizio dell’età industriale che ha sedotto tutte le teorie rivoluzionarie?



Uno spettro ossessiona l’immaginario rivoluzionario: il fantasma della produzione, che alimenta ovunque uno sfrenato romanticismo della produttività. Il pensiero critico del modo di produzione non intacca il principio di produzione. Tutti i concetti che in esso si articolano non descrivono che la genealogia, dialettica e storica, dei contenuti della produzione, lasciando intatta la produzione come forma. Il discorso produttivistico regna ovunque; che la produttività abbia fini oggettivi o sia fine a sé stessa, essa costituisce comunque la forma del valore. Leitmotiv comune del sistema e della sua contestazione radicale, un tale accordo sui termini è sospetto. Se si vuole trovare un al di là del valore (ciò che costituisce, in effetti, la sola prospettiva rivoluzionaria) bisogna infrangere lo specchio della produzione, dove si riflette tutta la metafisica occidentale.

Cercando di sottrarsi allo specchio deformante della produzione, Baudrillard conduce un’analisi brillante e polemica del Capitale, ma soprattutto dei suoi critici, che costituisce insieme la sintesi dei suoi primi lavori sui media e il preludio critico ai suoi più recenti studi sullo scambio simbolfco, l’implosione, la seduzione...

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