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p. ix Prefazione di Carlo Bertelli
3 Premessa
7 Precursori della fotografia
16 La fotografia durante la monarchia di Luglio
30 I primi fotografi
49 La fotografia durante il secondo Impero
64 Reazioni e atteggiamenti degli artisti
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Freund Gisèle
Fotografia e società. Riflessione teorica ed esperienza pratica di una allieva di Adorno
Indice
p. ix Prefazione di Carlo Bertelli
Fotografia e società
3 Premessa
7 Precursori della fotografia
16 La fotografia durante la monarchia di Luglio
30 I primi fotografi
49 La fotografia durante il secondo Impero
64 Reazioni e atteggiamenti degli artisti
contemporanei nei confronti della fotografia
77 Fioritura e decadenza del mestiere di fotografo
84 La fotografia come mezzo di riproduzione
77 Fioritura e decadenza del mestiere di fotografo
84 La fotografia come mezzo di riproduzione
dell’opera d’arte
90 La fotografia giornalistica
96 Nascita del fotogiornalismo in Germania
90 La fotografia giornalistica
96 Nascita del fotogiornalismo in Germania
117 Le riviste popolari negli Stati Uniti
135 La fotografia come strumento politico
135 La fotografia come strumento politico
148 La fotografia e la legge
134 La stampa scandalistica
163 La fotografia come espressione artistica
170 I fotodilettanti
181 Conclusione




Il nuovo libro parte da quella lontana esperienza, misurata nell’attività di fotografa e ripensata alla luce degli scacchi che le speranze e le attese degli anni fra le due guerre hanno subito. Parte di là per riflettere tutto il mondo della fotografia e le sue applicazioni. «Fin dalle prime avventure fotografiche dell’Ottocento — scrive nella sua prefazione Carlo Bertelli - Gisèle Freund cerca di mettere a nudo la rapacità, la corsa ai guadagni, la sfortuna dei veri inventori. Come il borghese ama farsi vedere a tavola, e inventa il restaurant, questa grande istituzione del modo di vivere borghese, cosí ama essere visto in fotografia, diffonde, impone la propria immagine. Questo meccanismo è cosi insito a un modo di essere, che la stessa legge borghese ha difficoltà a proteggere l’intimità, l’esclusività, l’appartenenza della propria immagine nei casi piú gravi di violazione. A tutto ciò si oppongono la corrente di reciproca simpatia che lega fotografo e fotografato nell’opera di Nadar, la solitaria concentrazione nei ritratti di David Octavius Hill».
Fissato così il retroterra sociologico la Freund tocca un altro aspetto: la fotografia non conferma la teoria marxiana del rispecchiamento della realtà nella coscienza. Bisogna allora costruire la fotografia, andare al di là della semplice registrazione fotografica, poiché, come ha osservato Moholy Nagy, «la natura, vista attraverso la macchina fotografica, è diversa dalla natura vista dall’occhio umano. La macchina fotografica influenza la nostra maniera di vedere e crea una nuova visione».