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Vita privata

Milano, Mondadori, 1973
cm 20.5x13,5, pp. 291-(5), cartonato e sovracoperta illustrata
Prima edizione. Ottimo esemplare

€ 20
Perche si diventa editori? O, se si preferisce angolare diversamente la domanda, che senso ha, che giustificazione ha essere editori? Quando l'editore è giunto al punto della propria carriera in cui può dirsi di aver pienamente realizzato le sue ambizioni professionali, che accade dell'uomo? Mosso da questi interrogativi, Valentino Bompiani, una tra le personalità più aperte e più inquiete dell'editoria italiana, ha tracciato sulla carta un bilancio della propria esistenza; o piuttosto ha fornito a se stesso e agli altri gli elementi per tracciarlo. A se stesso prima che agli altri, poiché questa sua via privata Bompiani la ripercorre per primo con totale sincerità, alla ricerca dei segni che hanno determinato le sue scelte, alla ricerca dei legami apparenti o nascosti tra la vicenda storica e la quotidiana vicenda dei libri, tra la sua natura di uomo e la sua natura di editore. E che lungo quella via si incontrino (da Pirandello a D'Annunzio, da Zavattini a Moravia, da Arnoldo Mondadori a Benedetto Croce) quanti hanno costituito, e, piu ancora, sono stati, la cultura e la storia di tutta un'epoca, appare un fatto naturale.
Naturale, poiché quelle figure vengono restituite con straordinaria vivezza, con pungente e ironica intelligenza temperata sempre da un penetrante senso di umanità; e lo «spirito del tempo» diviene incredibilmente vivo e presente a chi legge. Non c'è, in questi ricordi di un uomo di cultura che parla di cose della cultura, la minima pedanteria culturale, ma una continua ricerca, un'ansia di trovarsi, di spiegarsi a se stesso e agli altri, di spiegare se stesso attraverso gli altri: una libertà narrativa, una ricchezza di memoria, un inesausto affrontarsi con la vita. E, più si procede nella lettura, più si avverte che la parabola esistenziale di un singolo uomo riflette e esprime nel proprio arco l'umana vicenda di molti altri uomini, e che, di tutte le figure rievocate con rara maestria, la più viva, la più inedita, quella che più si vorrebbe conoscere a fondo, appare quella stessa di chi narra, dell'editore, impegnato di attimo in attimo nella sua umanissima lotta contro il tempo, contro il vuoto, contro se stesso.

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