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Kanizsa Gaetano
INDICE
Premessa p.9
I. Vedere e pensare 15 ►
1. Una premessa per evitare fraintendimenti. - 2. «Sense data» o oggetti visivi? - 3. «Vedere» in senso stretto. - 4. Percezione come «problem-solving». - 5. Completamento percettivo e completamento mentale. - 6. La tesi «interpretazionista» è falsificabile? - 7. Appunti di metodologia: contro il «soggetto ingenuo».
II. La presenza amodale 45 ►
1. Vedere e pensare: una dicotomia solo fenomenica? - 2. La presenza amodale: un fenomeno da rivalutare. - 3. Effetti funzionali del completamento amodale. - 4. Uno strumento di analisi. -5. Osservazioni conclusive.
III. Comunicare per immagini 77 ►
1. Percezione naturale e percezione pittorica. - 2. Doppia natura dei completamenti da sovrapposizione. - 3. Continuazione amodale e rappresentazione pittorica.
IV. Le ambiguità della pregnanza 101 ►
1. La pregnanza: l’eredità più cospicua e più contestata della Gestalttheorie. - 2. Una prima ambiguità: pregnanza come «singolarità» e pregnanza come «semplicità e stabilità». - 3. Una seconda ambiguità: tendenza alla semplicità del processo e tendenza al risultato singolare. - 4. Segmentazione precategoriale del campo visivo e identificazione degli oggetti visivi. - 5. Le «prove» della tendenza alla singolarità. - 6. Considerazioni conclusive.
V. È mascherato solo ciò che può essere smascherato 149 ►
1. Paradosso o sofisma? - 2. Quando una struttura è mascherata. - 3. Le «textures». - 4. Altre tecniche di mascheramento. - 5. In conclusione.
VI. L’attrazione fenomenica 187 ►
1. Introduzione. - 2. Modalità sperimentali. - 3. L’Effetto Attrazione. - 4. Forme di attrazione e fenomeni analoghi. - 5. Considerazioni teoriche. - 6. Conclusioni.
VII. La percezione della reazione intenzionale 225 ►
A. Posizione e storia del problema 225 ►
1. Premessa. - 2. Heider e Simmel. - 3. Michot-te. - 4. Minguzzi. - 5. Una classificazione dei movimenti. - 6. Programma della ricerca ed esperimenti preliminari.
B. Contributo sperimentale 247 ►
1. Descrizione di un caso tipico di movimento «reattivo». - 2. Il rapporto fra le velocità dei due mobili. - 3. La velocità assoluta dei due mobili. - 4. I fattori temporali. - 5. La distanza fra i due mobili. - 6. Lo spazio percorso dai due mobili. -7. Il raggio d’azione. - 8. La polarizzazione dei movimenti. - 9. Altre condizioni. - 10. Riepilogo.
VIII. La validazione delle diagnosi di personalità ►
1. Valutazione intuitiva della personalità. - 2. I reattivi caratterologici. - 3. I criteri di validazione. - 4. Descrizione dell’indagine. - 5. Esposizione dei risultati. - 6. Discussione dei risultati.
Riferimenti bibliografici 319
Premessa p.9
I. Vedere e pensare 15 ►
1. Una premessa per evitare fraintendimenti. - 2. «Sense data» o oggetti visivi? - 3. «Vedere» in senso stretto. - 4. Percezione come «problem-solving». - 5. Completamento percettivo e completamento mentale. - 6. La tesi «interpretazionista» è falsificabile? - 7. Appunti di metodologia: contro il «soggetto ingenuo».
II. La presenza amodale 45 ►
1. Vedere e pensare: una dicotomia solo fenomenica? - 2. La presenza amodale: un fenomeno da rivalutare. - 3. Effetti funzionali del completamento amodale. - 4. Uno strumento di analisi. -5. Osservazioni conclusive.
III. Comunicare per immagini 77 ►
1. Percezione naturale e percezione pittorica. - 2. Doppia natura dei completamenti da sovrapposizione. - 3. Continuazione amodale e rappresentazione pittorica.
IV. Le ambiguità della pregnanza 101 ►
1. La pregnanza: l’eredità più cospicua e più contestata della Gestalttheorie. - 2. Una prima ambiguità: pregnanza come «singolarità» e pregnanza come «semplicità e stabilità». - 3. Una seconda ambiguità: tendenza alla semplicità del processo e tendenza al risultato singolare. - 4. Segmentazione precategoriale del campo visivo e identificazione degli oggetti visivi. - 5. Le «prove» della tendenza alla singolarità. - 6. Considerazioni conclusive.
V. È mascherato solo ciò che può essere smascherato 149 ►
1. Paradosso o sofisma? - 2. Quando una struttura è mascherata. - 3. Le «textures». - 4. Altre tecniche di mascheramento. - 5. In conclusione.
VI. L’attrazione fenomenica 187 ►
1. Introduzione. - 2. Modalità sperimentali. - 3. L’Effetto Attrazione. - 4. Forme di attrazione e fenomeni analoghi. - 5. Considerazioni teoriche. - 6. Conclusioni.
VII. La percezione della reazione intenzionale 225 ►
A. Posizione e storia del problema 225 ►
1. Premessa. - 2. Heider e Simmel. - 3. Michot-te. - 4. Minguzzi. - 5. Una classificazione dei movimenti. - 6. Programma della ricerca ed esperimenti preliminari.
B. Contributo sperimentale 247 ►
1. Descrizione di un caso tipico di movimento «reattivo». - 2. Il rapporto fra le velocità dei due mobili. - 3. La velocità assoluta dei due mobili. - 4. I fattori temporali. - 5. La distanza fra i due mobili. - 6. Lo spazio percorso dai due mobili. -7. Il raggio d’azione. - 8. La polarizzazione dei movimenti. - 9. Altre condizioni. - 10. Riepilogo.
VIII. La validazione delle diagnosi di personalità ►
1. Valutazione intuitiva della personalità. - 2. I reattivi caratterologici. - 3. I criteri di validazione. - 4. Descrizione dell’indagine. - 5. Esposizione dei risultati. - 6. Discussione dei risultati.
Riferimenti bibliografici 319
«Vedere e pensare» sono momenti inseparabili di un sistema cognitivo unitario? O sono sistemi interagenti ma largamente autonomi? ►
In quest’ultimo caso, quali sono le leggi di funzionamento, i vincoli, le caratteristiche peculiari dei due processi e quali sono le modalità e i limiti della loro interazione? In particolare, secondo quali principi avviene la formazione degli oggetti nel modulo visivo, nel vedere in senso stretto? Agli interrogativi che questo tema pone, l’autore cerca di dare risposte che non siano meramente speculative, ma che nascono dal terreno della fenomenologia sperimentale. Le ricerche e le riflessioni riunite in questo volume compongono così un quadro coerente e unitario che dà testimonianza di un disegno intellettuale sempre perseguito con grande rigore. Di particolare interesse è ia riproduzione di due lavori sperimentali condotti in collaborazione con F. Metelli e G.B. Vicario, dedicati allo studio dei movimenti espressivi, che sottolineano i precisi vincoli spazio-temporali che condizionano tali esperienze e mostrano come l’espressività sia frutto di un’elaborazione primaria, premessa fondamentale a qualsiasi intervento del «pensiero».



