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Arte come mestiere

Bari, Laterza, 1966, Universale Laterza, 46
cm 18x10, pp. 235-(5), illustrazioni in b/n, brossura illustrata
Prima edizione. Perfetto esemplare >>>

€ 40
Indice

Presentazione   Le macchine inutili    7

ARTE COME MESTIERE    17

DESIGNERS E STILISTI    23 ►


       Chi è il designer    25
       Arte pura e applicata    30
       Un linguaggio vivo    33
       Una rosa a forma di rosa    37
       Gli stilisti    41
       Arte misteriosa    45
 
VISUAL DESIGN ►


       Caratterizzazione visiva    51
       La forma delle parole    62
       Telegrammi e poesie    66
       Due in una    69
       Un linguaggio di simboli e di segni?    73
       12000 colori diversi    80


GRAPHIC DESIGN    83 ►


       Il manifesto a immagine centrale    85
       Un manifesto senza dimensioni    91
       Libri per bambini    97

 
INDUSTRIAL DESIGN    105 ►


       La miniaturizzazione dell’arte    107
       Come si vive in una casa giapponese tradizionale    110
       Che cos’è il bambù    116
       Una forma spontanea    120
       Lampada prismatica    125
       Gli oggetti consumati    129
       L’arancia, i piselli e la rosa    132
       Una scultura da viaggio    139
       Case Signorili con Finiture di Lusso    142
       Le posate    143
       Queste non sono tutte    150
       Regali di fantasia    159


DESIGN DI RICERCA    163 ►


       Iris    165
       Cresce e scoppia    167
       Forme concavo-convesse    171
       Strutture continue Il tetracòno    180
       Yang-Yin    185
       Il moiré    187
       Le proiezioni dirette    193
       Proiezioni a luce polarizzata    198
       Il quadrato    201
       Il cerchio    206
       La freccia perde i peli ma non la punta    209
       Ricostruzioni teoriche di oggetti immaginari    213
       Esercizi di topologia sperimentale    219
       Due fontane, nove sfere...    225


Appendice ►


       Le macchine della mia infanzia    233
In queste pagine «miniate» — dove il disegno postilli esemplifica, anima la parola — Bruno Munari rivelale ambizioni, le regole occulte, le funzioni, le stregonerie di un protagonista ancora poco noto della produzioni industriale di massa: il designer. ►

Sue sono le forme degli oggetti di cui l'industria popola la nostra casa (il televisore, la forchetta, il tritaquesto, il lavaquello, il frullatutto...), suol i segni, i simboli, le persuasioni che cl assediano da ogni angolo della città contemporanea, lui, onnipresente, che impone le linee, i colori, gli spazi del paesaggio della civiltà Industriale.
Sla quando stabilisce misteriose, e riposanti, proporzioni fra bianchi e neri per la pagina del vostro ultimo romanzo, o distilla subdole alchimie di colori per il manifesto, che non potrete non notare, o escogita la boite è surprlse da cui le pillole usciranno invariabilmente in fila per una, Munarl lo sorprende nella sua officina segreta, cosi radicalmente diversa dallo «studio» del pittore o scultore o altro «produttore di forme» della tradizione. E diversa soprattutto perché altri sono i compiti, le intenzioni, il contesto sociale di questa attività.
Committente non più il mecenate ma l'industria con la sua frenesia produttiva e riproduttiva; destinatario non più una comunità di ingegni coltivati ma la massa indistinta dal consumatori; risultato non più immagini uniche, da collocare a distanza dal quotidiano, ma migliaia di oggetti d'uso, voracemente fruiti, rapidamente sostituiti.
Mediatore fra produzione e consumo, armato di una capacità d'intervento pari alla disponibilità della sua udienza sociale, Il designer è sempre al bivio fra persuasione occulta ed educazione estetica delle masse.
Nel linguaggio vivacemente comunicativo di Munarl, nel caleidoscopio delle sue divertite invenzioni, nelle sue serissime soluzioni figurative o costruttive, la scelta è chiara: gli oggetti dell’industria devono essere i veicoli numerosi, invadenti, «democratici» di un gusto nuovo, le gallerie ambulanti di una nuova arte. Sembra un'utopia: potrebbe essere — propone Munarl — il primo articolo del codice professionale del designer.

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