Chiudi
Chiudi
Battisti Eugenio
INDICE GENERALE
|
Presentazione I. Dalla ‘Natura artificiosa’ alla ‘Natura artificialis’ II. Il paesaggio. Complessità e storia di un ‘genere’ III. Non chiare acque IV. Boccaccio e le sue esperienze visive V. Il Mantegna e la letteratura classica VI. Sull’intimo disordine dell’ordine ordinatissimo VII. Le origini religiose del paesaggio veneto VIII. Un’antica interpretazione della ‘Tempesta’ di Giorgione. IX. Quel che non c’è in Giorgione. X. Pratolino, laboratorio di meraviglie XI. L’antro dei sette sigilli XII. La topografia simbolica della Terrasanta nella prima fase cronologica dei sacri monti in Italia settentrionale e centrale (1480-1525) XIII. Il concetto di imitazione e suoi riflessi sui sacri monti XIV. Il ritiro nel giardino monastico come suicidio politico e culturale |
XV. In attesa di altri fantasmi XVI. La legge e il giardino XVII. La tutela del giardino storico XVIII. Il verde urbano XIX. Reinventando per il futuro i giardini del passato XX. Odiando il paesaggio XXI. Controcorrente XXII. FRANCESCO M. BATTISTI, Il Minotauro contemporaneo XXIII. FIORENZA SIMONAZZI, Il labirinto svelato Elenco delle illustrazioni Indice dei nomi |




Interessato sia all'aspetto visivo artistico-architettonico dei giardini rappresentati in dipinti o tuttora esistenti, sia alle descrizioni poetiche di letterati come Petrarca, Boccaccio e gli umanisti, e delle loro fonti, specie l'Ovidio moralizzato, sia al rapporto con pratiche devozionali, laudi e inni religiosi, sia ancora alla permanenza dell'immaginario mitologico, l'autore ha applicato il metodo iconologico alla lettura di famosi testi letterari, per scoprire il reciproco interreagire di tutti questi elementi. Dal giardino analizzato come sfondo di dipinti a mo' di hortus conclusus si poté passare, secondo l'autore, al giardino come percorso, quando anche la tipologia architettonica e l'urbanistica vennero intese come soggetti suscettibili di studio iconografico, cioè come strutture simboliche significanti, quasi categorie mentali collettive inconscie. Il successivo incontro tra l'iconologia e l'ecologia, movimento moderno non altrettanto umanistico, ma di forte impegno teorico e sociale, ha favorito un atteggiamento nuovo verso la possibilità di costruire oggi giardini e di rivitalizzare la loro funzione entro il costrittivo paesaggio urbano e nella scenografia di antichi e nuovi parchi tutelati dalla legge.