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Agone. Verso una teoria del revisionismo

[Agon. Towards a Theory of Revisionism], traduzione di Alessandro Atti e Francesca Gobbo


Milano, Spirali, 1985, L'alingua, 44
cm 21x14, pp. 345-(7), brossura illustrata
Unica edizione italiana. Ottima copia >>>

€ 20
Indice

Prefazione  9
Preludio alla gnosi  13

 1. Agone: revisionismo e personalità critica  27
 2. La menzogna contro il tempo: la gnosi, la poesia, la critica  63
 3. La creazione-catastrofe: la gnosi, la cabala e Blake  82
 4.  Freud e il sublime: teoria della creatività da catastrofe  101
 5. I concetti freudiani di difesa e la volontà poetica  128
 6. Emerson: La religione americana  153
 7. L'immagine della voce di Whitman: Alla talea dell'anima mia  188
 8. Clinamen: verso una teoria del fantastico in letteratura  211
 9. L'incrocio del sublime e la morte dell'amore  235
10. Wallace Stevens: un poema della nostra gnosi  256
11. La gnosi di Hart Grane  262
12. Misurare il canone: West Casements e Tapestry di John Ashbery  280
13. Spectral Emanations di John Hollander: il menorah come luce bianca del tropo  299
14. Tavole libere e spezzate: le prospettive culturali della comunità ebraica americana  327
15. Postilla: la differenza americana in poesia e critica  339
Culmine della serie dei libri di H. Bloom, Agone espone una teoria controversa e originalissima, di come i processi re-visionari operino in poesia, critica, religione, psicanalisi o in altre arti e discipline.

Ampliando la teoria presentata nei libri precedenti, Bloom considera il revisionismo un contesto di pulsioni artistiche e morali contrastanti. Questa originale prospettiva teoretica serve da fondazione per un ricco riesame di Freud, dell'eterodossa religione dello gnosticismo, di modi letterari come il fantastico e il sublime, e di quella sequenza di scrittori americani che va da Emerson, Whitman e Wallace Stevens a Hart Crane e John Ashbery.
Accanto a questi temi è l'esplorazione che il critico fa della propria tradizione revisionaria. Bloom enfatizza la differenza fra le pose critiche americane e quelle delle scuole inglesi e del continente europeo, e ricerca continuità non solo con il passato letterario e culturale ma anche con il futuro. Intento finale del libro è l'esame del dilemma culturale ebraico americano, che l'autore condivide e spera di contribuire a chiarire.

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