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La favola pitagorica. Luoghi italiani

A cura di Andrea Cortellessa


Milano, Adelphi, 2006, Piccola biblioteca Adelphi, 523
cm 18x10.5, pp. 214-(6), brossura con alette
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INDICE

Viatico  11

EMILIA  15
Piacenza non è Singapore  17
La cattedrale parla  22

FIRENZE  27
Matematica fiabesca  29
Geometria del terrore  36
La rissa geometrica  43
Campo di battaglia mentale  50
Lager di squisitezze  57

«RITORNO» A FIRENZE 63
Diventare Italiano  65
La città occulta  69

ALTRA TOSCANA  73
Bizzarrie della fantasia  75
Uccidere il peso  80

MARCHE  91
Esiste Ascoli Piceno?  93

ABRUZZO  97
La piana stellare  99
Il rito dei serpenti  104
Il tempio del Parco  110
Pescara non ha rughe  114
Un solido ingegnoso  119
Il capotribù delle montagne  124
Una macchina calata dallo spazio  129
Il greto dei secoli  134
Lenta ostinazione del tempo  140

NEL SUD  147
La favola pitagorica  149

APPENDICE  169
Una lettera sulla Toscana  171

Nota ai testi  177

Geometria e sopravvivenza
  di Andrea Cortellessa  187
Difficile, per un viaggiatore come Manganelli, irrimediabilmente diffidente nei confronti di monumenti, musei («Un museo nasconde una macchinazione, una prepotenza, una frode») e città ‘belle’, e attratto piuttosto dai mondi periferici, dalle forme «distratte o schive», dall’immagine che «partecipa dell’errore», fare i conti con l’Italia. E tanto più con una «cooperativa di capolavori» come Firenze, in apparenza atemporale, depotenziata, esorcizzata, non più leggibile come allegoria del mondo. Vincendo tenaci resistenze, Manganelli ha finito per affrontare Firenze nel 1982. E i reportages frutto di quel viaggio sono un ammaliante Baedeker, di cui non potrà fare a meno chiunque abbia deciso di rinnovare quell’esperimento e affrontare a sua volta la più intima e straniera delle città italiane. Perché grazie a Manganelli non vedrà i monumenti di Firenze, ma li leggerà, decifrerà l’occulta rete di rimandi che li lega, ricomporrà un misterioso disegno. E scoprirà che tali monumenti sono i contendenti di una arcana «rissa geometrica», in cui ad esempio il Battistero, edificio-diamante narcissico, irrelato e inamabile, si contrappone minacciosamente all’architettura d’aria e di danza di Santa Maria del Fiore, San Lorenzo e Santa Croce. Ma Firenze è solo uno dei nuclei di questo viaggio, che tocca, oltre alla Toscana, l’Emilia, le Marche e il Sud, in particolare l’Abruzzo, «grande produttore di silenzio», dove – ci rivela Manganelli – i monumenti stanno incastonati come gigantesche pietre di un torrente ormai asciutto e immobile, e il Parco Nazionale è un témenos, documento di una vita perduta, appartata e scostante. Questi reportages italiani, per la prima volta radunati in volume, apparvero originariamente su varie testate fra il 1971 e il 1989.

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