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Manganelli Giorgio
INDICE
Viatico 11
EMILIA 15
Piacenza non è Singapore 17
La cattedrale parla 22
FIRENZE 27
Matematica fiabesca 29
Geometria del terrore 36
La rissa geometrica 43
Campo di battaglia mentale 50
Lager di squisitezze 57
«RITORNO» A FIRENZE 63
Diventare Italiano 65
La città occulta 69
ALTRA TOSCANA 73
Bizzarrie della fantasia 75
Uccidere il peso 80
MARCHE 91
Esiste Ascoli Piceno? 93
ABRUZZO 97
La piana stellare 99
Il rito dei serpenti 104
Il tempio del Parco 110
Pescara non ha rughe 114
Un solido ingegnoso 119
Il capotribù delle montagne 124
Una macchina calata dallo spazio 129
Il greto dei secoli 134
Lenta ostinazione del tempo 140
NEL SUD 147
La favola pitagorica 149
APPENDICE 169
Una lettera sulla Toscana 171
Nota ai testi 177
Geometria e sopravvivenza
di Andrea Cortellessa 187
Viatico 11
EMILIA 15
Piacenza non è Singapore 17
La cattedrale parla 22
FIRENZE 27
Matematica fiabesca 29
Geometria del terrore 36
La rissa geometrica 43
Campo di battaglia mentale 50
Lager di squisitezze 57
«RITORNO» A FIRENZE 63
Diventare Italiano 65
La città occulta 69
ALTRA TOSCANA 73
Bizzarrie della fantasia 75
Uccidere il peso 80
MARCHE 91
Esiste Ascoli Piceno? 93
ABRUZZO 97
La piana stellare 99
Il rito dei serpenti 104
Il tempio del Parco 110
Pescara non ha rughe 114
Un solido ingegnoso 119
Il capotribù delle montagne 124
Una macchina calata dallo spazio 129
Il greto dei secoli 134
Lenta ostinazione del tempo 140
NEL SUD 147
La favola pitagorica 149
APPENDICE 169
Una lettera sulla Toscana 171
Nota ai testi 177
Geometria e sopravvivenza
di Andrea Cortellessa 187
Difficile, per un viaggiatore come Manganelli, irrimediabilmente diffidente nei confronti di monumenti, musei («Un museo nasconde una macchinazione, una prepotenza, una frode») e città ‘belle’, e attratto piuttosto dai mondi periferici, dalle forme «distratte o schive», dall’immagine che «partecipa dell’errore», fare i conti con l’Italia. E tanto più con una «cooperativa di capolavori» come Firenze, in apparenza atemporale, depotenziata, esorcizzata, non più leggibile come allegoria del mondo. Vincendo tenaci resistenze, Manganelli ha finito per affrontare Firenze nel 1982. E i reportages frutto di quel viaggio sono un ammaliante Baedeker, di cui non potrà fare a meno chiunque abbia deciso di rinnovare quell’esperimento e affrontare a sua volta la più intima e straniera delle città italiane. Perché grazie a Manganelli non vedrà i monumenti di Firenze, ma li leggerà, decifrerà l’occulta rete di rimandi che li lega, ricomporrà un misterioso disegno. E scoprirà che tali monumenti sono i contendenti di una arcana «rissa geometrica», in cui ad esempio il Battistero, edificio-diamante narcissico, irrelato e inamabile, si contrappone minacciosamente all’architettura d’aria e di danza di Santa Maria del Fiore, San Lorenzo e Santa Croce. Ma Firenze è solo uno dei nuclei di questo viaggio, che tocca, oltre alla Toscana, l’Emilia, le Marche e il Sud, in particolare l’Abruzzo, «grande produttore di silenzio», dove – ci rivela Manganelli – i monumenti stanno incastonati come gigantesche pietre di un torrente ormai asciutto e immobile, e il Parco Nazionale è un témenos, documento di una vita perduta, appartata e scostante. Questi reportages italiani, per la prima volta radunati in volume, apparvero originariamente su varie testate fra il 1971 e il 1989.



