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Pasternak Boris
Poesie
antologia dell'opera poetica di Boris Pasternak. Versioni e introduzione di Angelo Maria Ripellino
Torino, Einaudi, 1967, NUE - Nuova Universale Einaudi, 12
cm 18.5x12, pp. XVI-296-(8), tela con sovracoperta illustrata
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Mentre Majakovskij, inebriato dai fumi dell'insurrezione, scandiva a gran voce: "Battete in piazza il calpestio delle rivolte!", Pasternak tesseva in sordina le lodi della sua cameretta, "scatola con una rossa melarancia".►
Nell'infuriare dell'uragano, affacciandosi dallo sportello d'un solaio, domandava ai bambini intenti a giocare: "Miei cari, qual millennio è adesso nel nostro cortile?". Tutto ciò non significa che Pasternak non vedesse la grandiosità del mutamento che aveva sconvolto la Russia. Ma, incapace di infervorarsene, egli sentì, con un misto di orgoglio e di fatalismo, di appartenere a un ambiente ormai condannato a ritirarsi dalla scena... L'immagine di Pasternak che traspare dalla sua poesia è quella d'uno stralunato che si muoa tentoni per l'universo con gli occhi sgranati e stupefatti d'un bambino, con la serietà ipnotica d'un Keaton, il quale tragga con l'urto coi congegni de mondo, non malintesi comici, ma connessioni metafisiche. entrando nel suo campo visivo, le cose assumono una nitidezza primordiale, quasi fossero fresche di vernice o appena emerse dalle acque del diluvio. Il poeta coglie con acutezza inconsueta i gesti fuggevoli della natura, la vicenda delle stagioni, l'irrequieto alterarsi dei fenomeni atmosferici. Geli, disgeli, spruzzaglie, tormente, acquiventi, nevate si susseguono nei suo versi senza tregua. Rovesci di pioggia grondano per le quartine, e le immagini, sature di umidità, odorano di terra bagnata. Appartandosi dalle contese degli uomini, egli si incanta a scrutare le iridescenze, i riverberi, le vibrazioni del cosmo. Dalla prefazione di Angelo Maria Ripellino



