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Glamorama

[Glamorama], traduzione di Katia Bagnoli


Torino, Einaudi, 1999, Supercoralli
cm 22X14, pp. 630-(10), tela, sovracoperta illustrata

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Victor Ward è giovane e bellissimo. Fa il fotomodello. Gira con gente che conta, sta con una top model e all'inaugurazione del locale di cui è socio ci saranno Naomi, Kim e Uma e anche Alec, Bruce e Calvin.

Madonna non ha ancora risposto. Ma per diventare davvero ricco e famoso a Victor manca il grande salto. E New York ormai gli sta stretta perché sono in molti a dare la caccia alla sua Vespa che sguscia tra sfilate, interviste a Mtv, palestre alla moda, incontri isterici con la fidanzata e appassionati con le amanti (sue e di altri). Non gli resta che partire per l'Europa dove, fra Londra, Parigi e l'Italia, troverà lo stesso vortice patinato e folle, schiavo delle droghe e ossessionato dal benessere, un mondo sfavillante eppure pieno di crepe che lasciano intravedere sprazzi di orrore, di vuoto macabro e inatteso, di trame nerissime architettate da belli e famosi. Bret Easton Ellis segue il suo protagonista con l'occhio insistente di un'invisibile macchina da presa. E come in un film è il dialogo a trionfare: vivace, surreale, imprevedibile. E spietatamente ironico.

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