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I trattatisti spagnoli del diritto delle genti

a cura di Riccardo Campa. IILA, Istituto italo-latinoamericano


Bologna, Il Mulino, 2010, Collana dell'Istituto italo-latino americano. Studi
cm 21.5x13.5, pp. 943-(1), brossura
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Indice

Prefazione, di Paolo Bruni    p. 7

I TRATTATISTI SPAGNOLI DEL DIRITTO DELLE GENTI
I. L’elegia della rassegnazione    17
II. I demoni e le premonizioni    95
III. Il pericolo e la salvazione    171

Antologia
Della pacificazione, di Juan Luis Vives    241
Regni del Perù, di Bartolomé de Las Casas    283
Della giustizia dei regni, di Juan Roa Dávila    469
Della potestà reale, di Bartolomé de Las Casas    533
Il principato politico, di Francisco Suárez    575
Delle leggi, di Luis de León    681
Democrate secondo o delle giuste cause della guerra contro gli indios, di Juan Ginés de Sepúlveda    781
Commentario risolutorio in materia di cambi, di Martín de Azpilcueta    875

Indice dei nomi    933
Questo volume presenta un’antologia di testi sin qui inediti in lingua italiana. Si tratta di scritti del XVI secolo, opera dei trattatisti spagnoli del diritto delle genti: Bartolomé de Las Casas, Juan Luis Vives, Juan Roa Dàvila, Francisco Suàrez, Luis de León, Juan Ginés de Sepúlveda, Martin de Azpilcueta.

Voci di prestigio che intervennero nel dibattito sulla conquista spagnola del Nuovo Mondo, sulla sua legittimità, sui modi della amministrazione spagnola in quei lontani territori e sui rapporti fra i colonizzatori e le popolazioni locali. Mentre Ginés de Sepulveda teorizzò una congenita inferiorità degli indios - idolatri, peccatori contro natura, autori di sacrifici umani - e dunque la necessità del loro assoggettamento, una «guerra giusta» al fine di convertirli alla vera fede, Bartolomé de Las Casas si schierò a favore dei diritti degli indigeni, condannando l’espansionismo europeo e l’uso della violenza come metodo di evangelizzazione. La situazione ultramarina arriverà a sollevare dubbi di coscienza persino nello stesso Carlo V, che convocherà, per risolvere la questione, la Giunta di Valladolid del 1550, presaga della turbativa epocale.

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