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Eisenhower Dwight D.
La pace incerta. Gli anni della Casa Bianca 1956-1961
[Waging Peace, 1956-1961], traduzione di Renato Gorgoni
Milano, Mondadori, 1969, Le scie
cm 21.5x16, pp. 790-(10), cartonato, sovracoperta illustata
Unica edizione italiana
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Nel 1956 Eisenhower viene eletto per la seconda volta presidente degli Stati Uniti. Se durante la prima amministrazione - oggetto del precedente volume di queste memorie, Gli anni della Casa Bianca (1953-1956), - ha dovuto affrontare problemi come la liquidazione della guerra in Corea e l'ondata maccarthysta, il secondo mandato coincide con un periodo storico che mette duramente alla prova non solo il presidente e il suo partito, il «vecchio» partito repubblicano, ma anche l'intera compagine statale americana e l'equilibrio internazionale. ►
La rivolta d'Ungheria e la crisi di Suez, le tensioni nel Medio e nell'Estremo Oriente, la rivoluzione cubana sono gli avvenimenti più vistosi; ma in realtà, ciò che domina queste memorie è il pericolo che la guerra fredda si trasformi in guerra calda, e nello stesso tempo la necessità di rivedere alla base la politica estera americana, in considerazione del mutato atteggiamento dell'URSS. In politica interna esplode la questione razziale, mentre l'accelerazione del progresso tecnologico e scientifico mette in discussione l'assetto socio-economico del paese e pone l'esigenza di una radicale trasformazione delle strutture. In queste pagine Eisenhower non si trincera dietro il riserbo dell'uomo pubblico, e neppure cerca di spersonalizzarsi in una valutazione storica a posteriori: le valutazioni dei fatti e degli individui recano un'inconfondibile sigla personale, mentre molte decisioni e atteggiamenti del governo americano trovano qui, grazie alla rivelazione di elementi finora ignoti, una chiara spiegazione. Particolare impegno l'autore dedica a descrivere, e talvolta criticare, i modi di funzionamento della democrazia presidenziale, i metodi d'azione dell'apparato governativo, i complessi rapporti fra potere centrale e autorità locali o rappresentanze di categoria, i numerosi personaggi con i quali ha avuto a che fare: dai grandi «comprimari» della scena politica mondiale - Eden, Nasser, Nehru, Kruscev, de Gaulle, Castro - ai suoi più stretti collaboratori nell'ammimstrazione della repubblica stellata: J. F. Dulles e Richard Nixon. Di quest'ultimo, allora vicepresidente, si traccia un minuzioso ritratto politico e intellettuale; e commentando la vittoria elettorale di Kennedy nel 1961, Eisenhower non nasconde il proprio disappunto per l'insuccesso di Nixon, secondo lui più adatto a reggere il destino politico degli Stati Uniti. Preziosa fonte storica per la comprensione del passato, La pace incerta è insieme un libro di grande attualità, per gli elementi di giudizio che suggerisce a chi voglia analizzare il complesso momento storico che stiamo attraversando.



