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Venezia 1469. La legge e la stampa

A cura di Tiziana Plebani


Venezia, Marsilio, 2004, Albrizziana. Documenti per la storia dell'editoria a Venezia a cura di Cesare De Michelis e Mario Infelise
cm 218.3x12, pp. 85-(3), brossura illustrata con alette
Edizione in 1000 copie fuori commercio >>>

€ 12
INDICE

Introduzione
di Tiziana Plebani    9

Nota ai testi    23

VENEZIA 1469. LA LEGGE E LA STAMPA

Privilegi    27
Controllo della stampa    39
Correttezza e qualità della stampa    47


   La revisione del testo    47
   La carta    53
   Caratteri tipografici e incisioni    58
Opere di grande smercio e commercio ambulante    67
Il prezzo dei libri    71
Lettori    75

Indice dei nomi    83
Quando il tedesco Giovanni da Spira, alla fine degli anni sessanta del Quattrocento, vi insediò la sua stamperia, Venezia era all’apice del suo sviluppo commerciale.

La stampa apparve subito alle autorità della Repubblica un’opportunità straordinaria da sostenere e incoraggiare mediante la concessione di privilegi che tendevano a proteggere gli investimenti e a favorire il trasferimento in laguna dei primi tipografi. Il veloce sviluppo delle attività editoriali impose tuttavia ben presto la regolamentazione di tutto quanto era connesso con la produzione e la vendita dei libri. Verifica preventiva dei testi, qualità, prezzi e luoghi di smercio delle stampe vennero quindi analizzati dai legislatori e furono oggetto di leggi. Attraverso la presentazione delle prime delibere delle magistrature veneziane si offre la possibilità di ascoltare la "voce" del potere e di seguire l’affacciarsi di problemi e questioni che richiesero il suo intervento e il moltiplicarsi delle competenze giudicanti la materia delle stampe. Un’altra fonte a cui si è attinto per questo lavoro sono le suppliche degli stampatori inviate al Senato per richiedere il privilegio sull’opera da stampare. Esse costituiscono una miniera di informazioni sui formati e le tipologie librarie, sui destinatari reali e immaginari, sui prezzi e i correttori, e possono essere considerate a buon diritto una fonte per la storia dei lettori. Sono entrambe documenti preziosi per ripercorrere, con le parole della legge e degli stampatori, l’arrivo della stampa a caratteri mobili a Venezia e per ricostruire, almeno in parte, le aspettative, gli interessi, le speranze e le paure che ne accompagnarono i primi passi.

 

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