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Analisi e pratica musicale. Scritti 1909-1950

a cura di Ivan Vojtĕch, traduzione di Giacomo Manzoni


Torino, Einaudi, 1974, Saggi, 532
cm 21.5x15.5, pp. XVIII-354-(14), più 8 pagine con illustrazioni a colori e in b/n, brossura, sovracoperta illustrata
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€ 30
Indice

Prefazione di Ivan VojtÄ•ch    p. ix

Analisi e pratica musicale

Studi, discorsi e articoli degli anni 1909-1950



Intervista con Paul Wilhelm    3
A proposito di critica musicale    6
Problemi dell’insegnamento dell’arte    13
L’opera e l’essenza di Franz Liszt    18
Il Parsifal e il diritto d’autore    24
La partitura semplificata per lo studio e la direzione    30
Seminario di composizione    34
La musica    37
Certezza    42
L’avvenire degli strumenti dell’orchestra    44
«Bisogna dirigere la musica da camera?» Risposta ad alcuni punti    49
Tonalità e forma    51
Partito preso o convinzione?    54
Strumenti musicali meccanici    62
Problemi di armonia    66
Analisi di Die glückliche Hand    85
Intervista con me stesso    90
Sull’insegnamento della composizione oggi    95
Il mio pubblico   99
Musica nazionale   103
Analisi delle Variazioni op. 31   109

Discussione alla radio di Berlino con il dottor Preussner e il dottor Strobel    130
Per un trattato di composizione    143
Analisi dei Quattro Lieder op. 22    147
Perché non esiste una grande musica americana?    169
Per quali ragioni oggettive le nuove generazioni vanno educate alla musica contemporanea    175
«Il fascismo non è un articolo d’esportazione»    179
Cacciato nel paradiso    188
Intervista alla radio dell’università della California meridionale    190
Che cosa può aspettarsi la gente dalla musica?    194
Successo e valore    198
Perché i compositori d’oggi devono conoscere la musica del passato    202
Come si resta soli    204
Come può guadagnarsi da vivere uno studente di musica?    216
Incoraggiare i musicisti minori    221
L’arte e il cinema    225
Alcuni problemi per gli educatori    230
La composizione con dodici note    240
Introduzione ai quattro quartetti per archi    244
Un periodo di transizione    279
Copyright    282
Maturità    286
Introduzione a Pelleas und Melisande    290
La Kammersymphonie    295
Note di programma per Verklärte Nacht    303
A proposito di Bach    308
Bach    310
Il compito dell’insegnante    316
La mia evoluzione    318


Fonti e note    333
Indice dei nomi    351
Indice delle opere musicali    353
 

Arnold Schoenberg, nato a Vienna il 13 settembre 1874 e morto a Los Angeles il 13 luglio 1931, è la figura centrale della musica del nostro secolo. Intorno a lui ruota si può dire tutta l’evoluzione musicale recente: nella sua produzione si afferma la coscienza critica di un’epoca che cerca mezzi nuovi di comunicazione, che crede nella necessità di una trasformazione profonda dei linguaggi artistici Schoenberg non è solo l’ideatore della dodecafonia, il compositore radicale che ha impresso una svolta alla storia della musica; egli è anche l’indagatore instancabile dei fenomeni musicali del passato e del presente, l’analista insuperato, il critico attento della società, il didatta, il teorico, il politico.
Questa raccolta di scritti dà di tutti tali aspetti testimonianza completa. Nei saggi qui contenuti - tutti, salvo tre, inediti finora in italiano - si riflette infatti la personalità poliedrica del musicista:

accanto alle analisi di composizioni proprie, che aiuteranno il lettore a penetrare nel complesso pensiero musicale schoenberghiano, ecco le riflessioni su artisti del passato (da Bach a Liszt a Wagner), le considerazioni teoriche sulla necessità di un’evoluzione del linguaggio musicale all’interno del generale progresso tecnico e sociale, gli interventi sui problemi della prassi musicale (dalle prospettive future dell’orchestra agli strumenti musicali meccanici, all’opportunità di dirigere la musica da camera), su questioni organizzative, sui modelli di sviluppo di una pedagogia musicale degna di questo nome, fino ad acute prese di posizione su problemi sociali che, ad esempio nel saggio Alcuni problemi per gli educatori, anticipano dibattiti attualissimi sulla condizione operaia. Tutto questo dimostra la vastità di interessi e la presenza costante del musicista nel contesto problematico della società del suo tempo, attraverso le dure vicende che lo impegnarono per decenni in una lotta senza quartiere contro l’incomprensione dei piu e la denigrazione organizzata della critica reazionaria, fino all’esilio volontario dalla Germania nazista e al ripudio polemico di una cultura di cui egli stesso era stato ad un tempo prodotto ed artefice. Lo accompagna sempre, in questo lungo e difficile cammino, la coscienza del suo valore di artista, la fede nella sua missione, nella necessità del suo operare di musicista, che è un «dovere» assai prima che una semplice capacità artigianale, un frutto dell’«ispirazione» assai prima che una scelta di comodo. In questa contraddizione solo apparente tra l’empito persino passionale che Schoenberg poneva nell’attività creativa e l’inflessibile ricerca delle motivazioni razionali in ogni aspetto dell’operare umano sta forse il fascino maggiore non solo della sua produzione di musicista, ma anche della sua attività di pubblicista e teorico.
 

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