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Schoenberg Arnold
Indice
Prefazione di Ivan Vojtĕch p. ix
Analisi e pratica musicale
Studi, discorsi e articoli degli anni 1909-1950 ►
Intervista con Paul Wilhelm 3
A proposito di critica musicale 6
Problemi dell’insegnamento dell’arte 13
L’opera e l’essenza di Franz Liszt 18
Il Parsifal e il diritto d’autore 24
La partitura semplificata per lo studio e la direzione 30
Seminario di composizione 34
La musica 37
Certezza 42
L’avvenire degli strumenti dell’orchestra 44
«Bisogna dirigere la musica da camera?» Risposta ad alcuni punti 49
Tonalità e forma 51
Partito preso o convinzione? 54
Strumenti musicali meccanici 62
Problemi di armonia 66
Analisi di Die glückliche Hand 85
Intervista con me stesso 90
Sull’insegnamento della composizione oggi 95
Il mio pubblico 99
Musica nazionale 103
Analisi delle Variazioni op. 31 109
Discussione alla radio di Berlino con il dottor Preussner e il dottor Strobel 130
Per un trattato di composizione 143
Analisi dei Quattro Lieder op. 22 147
Perché non esiste una grande musica americana? 169
Per quali ragioni oggettive le nuove generazioni vanno educate alla musica contemporanea 175
«Il fascismo non è un articolo d’esportazione» 179
Cacciato nel paradiso 188
Intervista alla radio dell’università della California meridionale 190
Che cosa può aspettarsi la gente dalla musica? 194
Successo e valore 198
Perché i compositori d’oggi devono conoscere la musica del passato 202
Come si resta soli 204
Come può guadagnarsi da vivere uno studente di musica? 216
Incoraggiare i musicisti minori 221
L’arte e il cinema 225
Alcuni problemi per gli educatori 230
La composizione con dodici note 240
Introduzione ai quattro quartetti per archi 244
Un periodo di transizione 279
Copyright 282
Maturità 286
Introduzione a Pelleas und Melisande 290
La Kammersymphonie 295
Note di programma per Verklärte Nacht 303
A proposito di Bach 308
Bach 310
Il compito dell’insegnante 316
La mia evoluzione 318
Fonti e note 333
Indice dei nomi 351
Indice delle opere musicali 353
Prefazione di Ivan Vojtĕch p. ix
Analisi e pratica musicale
Studi, discorsi e articoli degli anni 1909-1950 ►
Intervista con Paul Wilhelm 3
A proposito di critica musicale 6
Problemi dell’insegnamento dell’arte 13
L’opera e l’essenza di Franz Liszt 18
Il Parsifal e il diritto d’autore 24
La partitura semplificata per lo studio e la direzione 30
Seminario di composizione 34
La musica 37
Certezza 42
L’avvenire degli strumenti dell’orchestra 44
«Bisogna dirigere la musica da camera?» Risposta ad alcuni punti 49
Tonalità e forma 51
Partito preso o convinzione? 54
Strumenti musicali meccanici 62
Problemi di armonia 66
Analisi di Die glückliche Hand 85
Intervista con me stesso 90
Sull’insegnamento della composizione oggi 95
Il mio pubblico 99
Musica nazionale 103
Analisi delle Variazioni op. 31 109
Discussione alla radio di Berlino con il dottor Preussner e il dottor Strobel 130
Per un trattato di composizione 143
Analisi dei Quattro Lieder op. 22 147
Perché non esiste una grande musica americana? 169
Per quali ragioni oggettive le nuove generazioni vanno educate alla musica contemporanea 175
«Il fascismo non è un articolo d’esportazione» 179
Cacciato nel paradiso 188
Intervista alla radio dell’università della California meridionale 190
Che cosa può aspettarsi la gente dalla musica? 194
Successo e valore 198
Perché i compositori d’oggi devono conoscere la musica del passato 202
Come si resta soli 204
Come può guadagnarsi da vivere uno studente di musica? 216
Incoraggiare i musicisti minori 221
L’arte e il cinema 225
Alcuni problemi per gli educatori 230
La composizione con dodici note 240
Introduzione ai quattro quartetti per archi 244
Un periodo di transizione 279
Copyright 282
Maturità 286
Introduzione a Pelleas und Melisande 290
La Kammersymphonie 295
Note di programma per Verklärte Nacht 303
A proposito di Bach 308
Bach 310
Il compito dell’insegnante 316
La mia evoluzione 318
Fonti e note 333
Indice dei nomi 351
Indice delle opere musicali 353
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Questa raccolta di scritti dà di tutti tali aspetti testimonianza completa. Nei saggi qui contenuti - tutti, salvo tre, inediti finora in italiano - si riflette infatti la personalità poliedrica del musicista: ►
Arnold Schoenberg, nato a Vienna il 13 settembre 1874 e morto a Los Angeles il 13 luglio 1931, è la figura centrale della musica del nostro secolo. Intorno a lui ruota si può dire tutta l’evoluzione musicale recente: nella sua produzione si afferma la coscienza critica di un’epoca che cerca mezzi nuovi di comunicazione, che crede nella necessità di una trasformazione profonda dei linguaggi artistici Schoenberg non è solo l’ideatore della dodecafonia, il compositore radicale che ha impresso una svolta alla storia della musica; egli è anche l’indagatore instancabile dei fenomeni musicali del passato e del presente, l’analista insuperato, il critico attento della società, il didatta, il teorico, il politico.
accanto alle analisi di composizioni proprie, che aiuteranno il lettore a penetrare nel complesso pensiero musicale schoenberghiano, ecco le riflessioni su artisti del passato (da Bach a Liszt a Wagner), le considerazioni teoriche sulla necessità di un’evoluzione del linguaggio musicale all’interno del generale progresso tecnico e sociale, gli interventi sui problemi della prassi musicale (dalle prospettive future dell’orchestra agli strumenti musicali meccanici, all’opportunità di dirigere la musica da camera), su questioni organizzative, sui modelli di sviluppo di una pedagogia musicale degna di questo nome, fino ad acute prese di posizione su problemi sociali che, ad esempio nel saggio Alcuni problemi per gli educatori, anticipano dibattiti attualissimi sulla condizione operaia. Tutto questo dimostra la vastità di interessi e la presenza costante del musicista nel contesto problematico della società del suo tempo, attraverso le dure vicende che lo impegnarono per decenni in una lotta senza quartiere contro l’incomprensione dei piu e la denigrazione organizzata della critica reazionaria, fino all’esilio volontario dalla Germania nazista e al ripudio polemico di una cultura di cui egli stesso era stato ad un tempo prodotto ed artefice. Lo accompagna sempre, in questo lungo e difficile cammino, la coscienza del suo valore di artista, la fede nella sua missione, nella necessità del suo operare di musicista, che è un «dovere» assai prima che una semplice capacità artigianale, un frutto dell’«ispirazione» assai prima che una scelta di comodo. In questa contraddizione solo apparente tra l’empito persino passionale che Schoenberg poneva nell’attività creativa e l’inflessibile ricerca delle motivazioni razionali in ogni aspetto dell’operare umano sta forse il fascino maggiore non solo della sua produzione di musicista, ma anche della sua attività di pubblicista e teorico.



