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I migliori anni della nostra vita

Milano, Feltrinelli, 2005, Varia
cm 22x14, pp. 214-(2), brossura illustrata con alette
Prima edizione. Allo stato di nuovo >>>

€ 14
Indice

Della felicità    9
Via Biancamano Case    19
Il Maestro    29
“L’ho riconosciuto dal silenzio”    49
Il fratello infelice    60
Le famiglie di Natalia    70
Il dottor Cavedagna    77
I vicereami    83
Al teatrino del mercoledì    93
Nos jours passent comme l’ombre    105
Dottore in chimica    115
Il risotto dell’Ingegnere    120
Sacrifici umani    129
Ospiti    138
Le rabbie di Nuto    154
La Peugeot di Saint-Exupéry    158
La mongolfiera di Ceronetti    161
Fantasmi    165
Stukas    169
Partenze, ritorni    172

Congedi    203
Questo libro racconta l'educazione sentimentale di un ragazzo che entra a far parte di un gruppo di persone speciali, che sognano di cambiare il mondo con i libri. È una storia d'amore e odio, di seduzioni incrociate, di forti passioni intellettuali e civili, e ha come palcoscenico una casa editrice in via Biancamano a Torino. A guidarla è un leader geniale e provocatorio, sospinto da un'insaziabile fame di novità: Giulio Einaudi.


Dalla sua posizione privilegiata, il ragazzo guarda e racconta - con adesione, divertimento e indulgenza - una storia che è insieme privata e collettiva, dai primi anni sessanta alla morte di Pasolini, con cui sembra chiudersi un'epoca di speranze febbrili, e si annunciano gli "anni di piombo". "I migliori anni della nostra vita", in cui tutte le contraddizioni e i drammi del mondo (l'assassinio di Kennedy, il Vietnam, la morte di Che Guevara) sembrano sul punto di sublimarsi in un'età di reale progresso.
Sul filo della memoria, rivivono incontri memorabili e scontri laceranti, scoperte e delusioni, drammi improvvisi, intermezzi comici scanditi dalle battute di un lessico famigliare.
I personaggi che li affollano sono colti nella dimensione privata della vita d'ogni giorno, visti da vicino e fissati in una serie di ritratti indimenticabili: Giulio Bollati alter ego di Einaudi, il fantasioso Vittorini, il silenzioso e appartato Calvino, Norberto Bobbio e Massimo Mila, placido bastian contrario. E poi Natalia Ginzburg, Primo Levi chimico timido, l'ingegner Gadda, Carlo Levi, Sciascia, Elsa Morante, Volponi, Pasolini. Insieme a loro molti degli scrittori che hanno fatto grande il Novecento italiano, numi tutelari come Contini, redattori e semplici comparse, ospiti e "compagni di strada": Bruno Munari, Fellini, Marcuse, il giovane Tiziano Terzani inviato nella Cina di Mao... Fino a Philip Roth, che ci introduce all'ultimo mistero doloroso, quello di Primo Levi, in cui si rinnova ciclicamente un altro dramma, quello di Cesare Pavese, un nodo (un segreto) che nessuno osa affrontare.
Una stagione irripetibile della cultura italiana viene raccontata come un romanzo famigliare che ha per tema la costruzione di una possibile felicità. Diceva l'Editore: "Non è appunto un lavoro che dovrebbe essere felice, questo?".

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