La tragedia del proletariato in Italia. Diario 1914-1926
Prefazione di Giancarlo Bergami
Milano, Feltrinelli, 1973, I fatti e le idee. Saggi e biografie, 252 cm 22.3x14.3, pp. 275-(5), brossura illustrata, foglio di errata corrige Unica edizione. Copia ottima
Il volume è dedicato a due temi di interesse centrale nel dibattito storiografico che è in corso in Italia, e non soltanto in Italia, in questi ultimi anni. ►
La prima parte esamina — sulla scorta dei risultati raggiunti dalla più recente storiografia e con un approccio che tenta di utilizzare gli apporti della sociologia e della storia del diritto, accanto a quelli propri della metodologia storica tradizionale — il problema dei rapporti tra liberalismo e fascismo: concentrando l’attenzione sulle carenze dell’esperimento “liberale” in Italia, sul significato della grande guerra e del primo fascismo, sulla concezione dello stato propria dell'Ideologia nazionalistica e produttivistica, sul ruolo degli intellettuali durante il fascismo, sulle istituzioni e su una “ridefinizione’’ del regime di Mussolini. La seconda parte analizza il ruolo di un’istituzione di fondamentale importanza come la magistratura nell’Italia unita e suggerisce alcune proposte di metodo intese a mutare il tipo di approccio usato finora nello studio di questa come di altre istituzioni della moderna società italiana. In questo senso, si tratta — assai più che di una serie di contributi scientifici parziali — di un tentativo globale di mettere in discussione attuali orientamenti della storiografia liberale e marxista e di porre alcuni punti fermi per la costruzione di una metodologia più attenta all’apporto delle scienze sociali e tendente a sottolineare i nessi di continuità-rottura tra l’esperienza liberale, quella fascista e quella repubblicana nella società italiana.
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La prima parte esamina — sulla scorta dei risultati raggiunti dalla più recente storiografia e con un approccio che tenta di utilizzare gli apporti della sociologia e della storia del diritto, accanto a quelli propri della metodologia storica tradizionale — il problema dei rapporti tra liberalismo e fascismo: concentrando l’attenzione sulle carenze dell’esperimento “liberale” in Italia, sul significato della grande guerra e del primo fascismo, sulla concezione dello stato propria dell'Ideologia nazionalistica e produttivistica, sul ruolo degli intellettuali durante il fascismo, sulle istituzioni e su una “ridefinizione’’ del regime di Mussolini.
La seconda parte analizza il ruolo di un’istituzione di fondamentale importanza come la magistratura nell’Italia unita e suggerisce alcune proposte di metodo intese a mutare il tipo di approccio usato finora nello studio di questa come di altre istituzioni della moderna società italiana.
In questo senso, si tratta — assai più che di una serie di contributi scientifici parziali — di un tentativo globale di mettere in discussione attuali orientamenti della storiografia liberale e marxista e di porre alcuni punti fermi per la costruzione di una metodologia più attenta all’apporto delle scienze sociali e tendente a sottolineare i nessi di continuità-rottura tra l’esperienza liberale, quella fascista e quella repubblicana nella società italiana.