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ultimi arrivi

Jentsch Ralph. Libri d'artista italiani del Novecento
Torino, Allemandi, 1993, Archivio del XX secolo, cm 31.5x22, pp. 406-(2), 614 illustrazioni di cui 119 a colori nel testo, cartonato, sovracoperta illustrata
Prima edizione. Ottima copia
sconto 63%€ 82,63€ 30,00


Il primo catalogo dei "libri d'artista" italiani del Novecento. Il censimento dei libri illustrati degli artisti racconta una storia sconosciuta dell'arte italiana del secolo scorso. Dalle copertine per i libri futuristi di Balla, Boccioni, Carrà, Severini e Russolo ai libri definibili "opere d'arte in forma di libro": in tutto 549 opere di 585 artisti. L'edizione inglese di questo indispensabile libro di referenza è stata utilizzata come catalogo della mostra svoltasi nell'autunno del 1992 presso il Museum of Modern Art di New York.
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INDICE

VINCENZO FILACAVAI
Artisti e libri illustrati italiani del XX, 9

RALPH JENTISCH
Premessa, 19

Catalogo, 21

LUCIANO CARUSO,
Futurismo, 367

Bibliografia, 387

Indice dei nomi, 393

Fermor Patrick Leigh. Mani. Viaggi nel Peloponneso
[Mani. Travels in the Southern Peloponnese], traduzione di Franco Salvatorelli
Milano, Adelphi, 2004, La collana dei casi, 59, cm 22x14, pp. 394-(4), 2 disegni e 1 carta, brossura illustrata con alette
Terza edizione. Esaurito in questa collana. Ottima copia
sconto 50%€ 24,00€ 12,00


Patrick Leigh Fermor è la massima approssimazione all’archetipo del viaggiatore di cui disponga il nostro mondo. Lo ha dimostrato fin dal 1933, quando, con un leggero zaino, si è lanciato in una traversata a piedi dell’Europa, da Londra a Istanbul, che ancora oggi non ha finito di raccontare. Ma il suo libro esemplare è dedicato a un luogo, il Mani – ultima propaggine del Peloponneso, magnifica e strana, che si distacca dal resto della Grecia per la sua natura aspra e allucinatoria e per la sua storica inaccessibilità.

Quasi sempre a piedi, e per anni (come il suo grande amico, Bruce Chatwin), Leigh Fermor ha percorso la parte estrema del Peloponneso, descrivendone i paesaggi fascinosi, quasi lunari – e insieme segnati dalla più intensa mediterraneità –, facendone rivivere, con vena felice di narratore, storie, leggende e personaggi, e insegnandoci a viaggiare simultaneamente nello spazio e nel tempo. Che entri in una torre costruita per respingere i pirati turchi, chiarisca a quali nuovi usi si pieghino le icone custodite nelle centinaia di minuscole chiese che punteggiano le montagne, o semplicemente disegni la rosa dei venti che le spazzano, Leigh Fermor riesce in poche righe a farci vedere quello che ha visto e sentire quello che ha sentito, trasmettendo istantaneamente al lettore un germe benefico: quello del nomadismo.
Venerabile Beda. Storia ecclesiastica degli angli
[Historia ecclesiastica gentis Anglorum], traduzione e note a cura di Giuseppina Simonetti Abbolito, introduzione di Bruno Luiselli
Roma, Città nuova, 1987, Collana di testi patristici , 68, cm 20.5x13.3, pp. 417-(7), brossura con alette
Prima edizione.
sconto 50%€ 42,00€ 21,00



Nato nel 672/3, cresciuto ed educato nel monastero benedettino di Jarrow (Northumberland), Beda fu la piu grande personalità del mondo anglosassone medievale. Monaco a 19 anni, sacerdote a 30, attese sempre all’insegnamento e allo studio, nella pace del monastero. Mori nel 735, all’età di 63 anni, divenuto ormai, per la vastità della sua produzione e per la varietà delle materie trattate, il maestro dei suoi contemporanei, il «Doctor Venerabilis», il «didascalus aevi». Fu proclamato Dottore della Chiesa universale da Leone XIII, nel 1879.
La Historia ecclesiastica gentis Anglorum pone Beda come fondatore e padre della storiografia inglese. Considerata, per esattezza e senso critico, il primo esempio di una vera storia nazionale, l’opera ebbe grande fortuna e apri la strada all’ampia fioritura medievale di storie e cronache ecclesiastiche locali.

Lo stile sobrio, privo di effetti retorici, ne ha fatto un monumento letterario unanimemente celebrato e la gloria piu grande dell'Autore, che gli studiosi giudicano cronista informato, scrittore abile e penetrante, cui non fa difetto l’eleganza e che si legge con piacere. Aperta alla visione cristiana della storia, l’opera costituisce il Venerabile come mediatore di civiltà tra Roma e la cultura anglosassone, consacrandolo ad una stima che permane immutata ai nostri giorni. La traduzione della Historia, è un inedito per l’Italia, è stata curata dalla Prof.ssa Giuseppina Simonetti Abbolito, della Facoltà di Lettere di Roma, «La Sapienza».
Sasso Gennaro. Forti cose a pensar mettere in versi. Studi su Dante
Torino, Aragno, 2017, Biblioteca Aragno, cm 23.5x15, pp. XVI-581-(3), brossura, sovracoperta
Unica edizione. Copia nuova
sconto 30%€ 30,00€ 21,00


Con la parziale eccezione dell’ultimo, dedicato all’idea del viaggio ultrainondano, gli altri studi nascono tutti da specifiche questioni esegetiche. Le porte attraverso le quali si entra nella Commedia sono molte, come lo sono i terni che ne costituiscono l’insieme.

Nel tentativo che si compia di pervenirvi, nessun altra via è percorribile al di fuori di quella costituita dall'indagine dedicata a aspetti specifici, a personaggi (Catone, Matelda), a problemi testuali. Dopo di che, parrebbe ozioso chiedere se in questi saggi predomini l’interesse per il pensiero, o sia la letteratura e, eventualmente, la poesia a costituirne l’oggetto. L’unica risposta possibile è che questo è un libro di «contributi» che, nel trattare soprattutto questioni concernenti la cosiddetta «struttura», hanno per scopo il chiarimento di alcune questioni che le sono intrinseche.
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INDICE

Prefazione    vii
Avvertenza    xvii
Nota bibliografica    xix

STUDI SU DANTE

Sui versi 22-27 del primo canto della «Commedia»    3
Il Veglio di Creta    63
Guido e Buonconte da Montefeltro    99
Catone    167
«Auri sacra fames» e «sacra fame de l’oro»    231
Matelda nel suo contesto    279
Su un passo dell’Epistola ai cardinali    383
Le profezie e la coerenza della «Commedia»    411
Il viaggio di Dante    447

Indice dei nomi    575
Tocqueville Alexis de. Scritti, note e discorsi politici 1839-1852
A cura di Umberto Coldagelli
Torino, Bollati Boringhieri, 1994, Pantheon, cm 20.5x12.8, pp. CXVIII-452-(4), pelle, acetato, cofanetto illustrato
Prima edizione. Copia nuova
sconto 43%€ 61,97€ 35,00
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Indice

Introduzione   La politica di Tocqueville, di Umberto Coldagelli   XI


1. La politica tra scienza e arte, XI; 2. La politica nella storia, XX; 3. Liberia e religione, XXVIII; 4. Una battaglia intempestiva, XXXV; 5. La politica dopo la Rivoluzione, XLI; 6. Isolare e punire, XLVII; 7. Contro Guizot, LV   8. II partito nuovo, LXI; 9. L'enigma del suffragio, LXVI; 10. L'incerta rivoluzione prossima ventura, LXXIV, 11. L'implicita Utopia della classe generale, LXXIX   12. Diritto di proprietà e diritto al lavoro, LXXXVII; 13. Pace e guerra, XCIII; 14. Missione liberatrice e vocazione coloniale, CI; 15. Terra e mare, CV; 16. Un politico diverso, CXII
Nota del curatore, CXV


Scritti, note e discorsi politici (1839-1852)

parte prima    la politica interna: gli argini della democrazia 


1. L'opposizione al regime orleanista    3


1. Il mio istinto, le mie opinioni, 12; 2. A proposito delle incompatibilità parlamentari, 13; 3. La degenerazione dei partiti e la corsa agli impieghi pubblici, 16; 4. Dopo la Rivoluzione e l'Impero, la libertà, 29; 5. Perché la maggioranza rifiuta l'idea di rivoluzione, 41; 6. Perché i partiti al di fuori della maggioranza non possono fare la rivoluzione, 45; 7. Il ruolo difensivo dell'opposizione, 50; 8. L'utilità del voto palese, 56; 9. L'accentramento amministrativo e il sistema rappresentativo, 59, 10. Le fortificazioni di Parigi, 64; 11. Un partito nuovo, 71; 12. La classe media e il popolo, 73; 13. Frammenti per una politica sociale, 76; 14. «La terra trema di nuovo», 79

2. Il problema religioso e la liberta d'insegnamento    95


15. Spoliticizzazione e risveglio dello spirito antireligioso, 100; 16. Un progetto di legge che tradisce la Charte, 120; 17. La campagna anticlericale come diversivo rispetto a una vera opposizione, 123; 18. Necessità di un riavvicinamento tra la Chiesa e la società, 126; 19. Religione e libertà, 129

3. La riforma penitenziaria    132


20. La scelta tra il sistema di Filadelfia e quello di Auburn, 136; 21. Perché la Francia sceglie il sistema cellulare, 145

4. Dalla rivoluzione al colpo di Stato    159


22. Contro il diritto al lavoro, 170; 23. Per l'elezione del presidente della repubblica a suffragio universale diretto, 185; 24. La rischiosa ma necessaria revisione della Costituzione, 199; 25. Ritorno alla «legittima» monarchia costituzionale?, 217


parte seconda    la politica estera: un nuovo ruolo di grande potenza per la francia 


5. Per l'indipendenza della politica estera francese    225 


26. La «questione d'Oriente», questione del secolo, 233; 27. La Francia e la crisi d'Oriente, 235; 28. Amore della pace, 251; 29. Impossibilità di un'alleanza organica, 252; 30. La rivoluzione del 1688 e la posizione internazionale dell'Inghilterra, 258; 31. Il caso esemplare del mancato intervento in Spagna, 262; 32. I rapporti tra l'Inghilterra e la Francia, 270; 33. Contro l'Entente cordiale, 275; 34. L'Entente cordiale e gli Stati Uniti d'America, 290

6. L'abolizione del sistema schiavistico nelle colonie francesi d'America    296 


35. Ineluttabilità dell'abolizione, 301; 36. Contro il «diritto di visita», 306; 37. L'importanza commerciale e strategica delle Antille francesi, 322; 38. La nuova regolamentazione della forza-lavoro coloniale, 328; 39. Il ruolo insostituibile dello Stato, 334

7. L'Algeria e la vocazione coloniale della Francia    341 


40. Il rapporto indissolubile tra dominazione e colonizzazione, 350; 41. La necessaria spietatezza del dominio, 359; 42. La colonizzazione e l'incentivo della proprietà, 368; 43. Le istituzioni della società dei coloni, 371; 44. Il malgoverno dell'Algeria, 376; 45. Il dominio e la conoscenza, 392; 46. L'Algeria e la Costituzione del 1848, 395

8. Ministro degli Esteri di fronte alla rivoluzione in Europa    399 


47. Una nuova valutazione della politica inglese, 406; 48. La pace anzitutto, 407; 49. L'indipendenza del papato e il potere temporale, 417


epilogo 


Dopo il ritiro dalla vita politica: un bilancio    439


50. Scienza della politica e arte del governo, 440
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