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L'architettura razionale

Antologia a cura di Cesare De Seta


Bari, Laterza, 1972, Biblioteca di cultura moderna, 730
cm 21.5x13.5, pp. LXVI-422-(4), illustrazioni in b/n: nel testo e 52 fuori testo, brossura, sovracoperta illustrata
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INDICE DEL VOLUME

Avvertenza  V
Introduzione di Cesare De Seta  XI
Nota bio-bibliografica  LV

I. L'esordio 1914-1929


L'architettura di Conconi  3
Cronache milanesi. Case nuove  11
Dedica  13
Un negozio modello: «La moda nuova» dell'arch. De Finetti  18
Interni: il negozio Erba di Zanini  21
La casa dei Fasci milanesi  24
Il padiglione coloniale alla Fiera campionaria  27
Polemica di mobili  30
Cronache bergamasche. Il palazzo della Banca Bergamasca  34
Il palazzo della borsa di Milano   43

II. Architettura alla garçonne 1926


I. La crisi della casa  49
1. Per chi non se n'era accorto, p. 49 - 2. Per i ministri della Mummia, p. 54 - 3. Per gli uomini di fede, p. 58 - 4. Per i profeti dello stile, p. 63 - 5. Per chi non si trova, p. 65
II. Conversazioni milanesi  70
1. Architettura al lume di luna, ossia la casa e la città, p. 70 - 2. Facciate alla garconne, ossia la casa e la strada, p. 75

III. L'arte all'ordine del giorno  1935-1936


Premessa   L'arte all'ordine del giorno  87
I. L'arte per tutti  159
1. La parola ai bambini, p. 159

IV. L'architettura razionale in Italia 1933-1943


Definizione dell'architetto  171
Architetti italiani: Baldessari  179
La resurrezione di un monumento e l'università di Milano  187
Eliminazione degli stili  191
Sistemazioni nuove  197
VI Triennale di Milano: il nuovo padiglione  200
VI Triennale di Milano: la «Sala della Vittoria»  204
La mostra dell'abitazione  214
Colore locale  218
Alberto Sartoris  223
L'opera di Melchiorre Bega  231
Tre anni dopo  237
Progetto per un nuovo quartiere d'abitazione a Milano  243
Il dispensario antitubercolare d'Alessandria  245
Architettura vivente  249
Due teatri di Luigi Cosenza  251
Documentario di una mostra  255
Disincagliare la storia dell'architettura  260
Case fabbricate a macchina  272
I cento anni dell'architettura moderna  275
Architettura fuori serie  279
Architetture che fanno quadro  283
Mediano, Terragni, Cattaneo  287

V.  Appunti sul movimento moderno 1936-1943


Ricordo di Poelzig  295
Dentro la villa  299
William Lescaze  301
L'ultimo Wright  308
Due case di Rotterdam  317
Due case di Neutra  322
La casa Kaufmann di Neutra  324
Dopo dodici anni, una villa di Breuer  328

VI. Difesa della pittura e della scultura 1939-1944


Difesa dell'artista  333
Alla Biennale di Venezia  343
Il IV Premio Bergamo  348
Difesa della pittura (e della scultura)  353
Piccola inchiesta sul palazzo di Giustizia  358
Il quadro non è una figurina  363
Intervallo ottimista  369
Viaggio a Roma  375
Munari con la macchina fotografica  384

VII. Dall'artigianato al design  1933-1939


L'artigiano al bivio  389
L'artigiano nell'imbarazzo e l'illusione dell'Enapi, p. 391 - L'artista e l'impresario, p. 394 - Inchiesta in Val Gardena, p. 395 - La scuola, p. 397
Pubblicità  399
Bonsanti, Fartigianato e il novecento  401
Architettura della macchina  405
Elementi scomponibili per esposizioni ambulanti  407


Indice dei nomi  413
Compare per la prima volta in Italia una raccolta di scritti di Raffaello Giolli, una personalità fino a oggi trascurata da tutti nonostante il ruolo particolarmente importante da lui sostenuto, nel campo della critica d'arte, nel periodo che va dal 1914 al 1945.


In un arco di tempo così denso di avvenimenti storici e artistici, Giolli dedica la sua instancabile attività critica a rintracciare i fili di quella intricata matassa che è l'arte contemporanea, al fine di sprovincializzare l'arte italiana, immettendola in un circuito internazionale di idee. Giolli esamina tutti i campi dell'arte italiana e straniera: dall'architettura alla pittura, dall'arredamento all'artigianato e al design. Egli rifiuta quella concezione dell'arte che, isolandola dalla vita reale della società, la rende «superflua»: ci troviamo di fronte a un avvenimento artistico sia entrando in un negozio di Zanini o di De Finetti, o in un teatro di Cosenza, che ammirando le costruzioni di Gropius, Le Corbusier, Conconi, Gardella; degni di rilievo sono tanto i dipinti di Campigli e di Carrà, quanto gli oggetti di artigianato di Moroder.
Nell'ampia introduzione De Seta, al quale si deve il recupero di questo attento testimone di un'epoca, analizza in profondità la prima fase dell'attività critica e pubblicistica di Giolli, gli scritti inediti, la lettura del Novecento. Ciò consente sia di ricostruire il lungo itinerario della formazione di Giolli, sia di mettere a fuoco le vicende di quegli anni che hanno particolare valore per intendere il successivo fiorire del movimento moderno in Italia.

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