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La chiesa dei S.S. Luca e Martina nell'opera di Pietro Da Cortona

Con contributi di Giovanni Incisa della Rocchetta e Carlo Pietrangeli, presentazione di Mino Maccari


Roma, Ugo Bozzi - The Rome University Press, 1969, Saggi e studi di storia dell'arte, 3
cm 28.x25.5, pp. XII-380-(4), 19 illustrazioni a colori e 278 illustrazioni in b|n nel testo, tela, sovracoperta illustrata, custodia muta
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€ 50,00
SOMMARIO

Presentazione di Mino Maccari, IX
Prefazione di Karl Noehles, XI
Introduzione - Saggio sulla cultura artistica di Pietro da Cortona, 1


       Il teorico e l'accademico, 1
       L'architetto - pittore, 7


SS. LUCA E MARTINA - STORIA DI UNA CHIESA


Parte prima - Vicende dell'edificio prima dell'intervento cortonesco, 41


Cap. I - La vecchia chiesa di S. Martina dall'antichità sino al 1588, 41
Cap. II - Passaggio della chiesa all'Accademia di San Luca
             Disegni di Ottaviano Mascherino e rimaneggiamenti anteriori al 1623

Parte seconda - Storia della progettazione cortonesca e costruzione della chiesa


Cap. I - Il progetto cortonesco a pianta circolare, 57


       1. Fonti d'archivio, 57
       2. I disegni, 57
       3. Varianti al progetto e loro successione cronologica, 58
       4. Il problema della datazione, 60
       5. La chiesa come mausoleo papale, 62
       6. I modelli antichi della raccolta di G. B. Montana e l'influenza di Michelangelo, 63
       7. Influenza della struttura parietale waderniana, 67

Cap. II - Un disegno cortonesco per il monumento funebre di un cardinale
             Probabile progetto di ricostruzione per la chiesa di S. Luca, 83
Cap. III - La costruzione della chiesa odierna, 97


       1. Pietro da Cortona Principe dell'Accademia - Prima trasformazione dei sotterranei nel 1634 e ritrovamento delle reliquie, 97
        2. Progettazione e costruzione della chiesa dal 1635 al 1660


Premessa (99)  Collocazione del reliquari sotto la «confessio» (100)  Primi lavori intorno al presbiterio e all'altar maggiore (100)  Costruzione del piano inferiore della facciata (102)  Nuovo progetto per la chiesa inferiore (103) - Interruzione dei lavori dopo il 1640 (105) - Ripresa della progettazione e dei lavori dopo il 1648 (105)  Prosecuzione della facciata superiore, Decorazione a stucco delle volte e completamento dei bracci trasversali a partire dal 1650 (107) - Ampliamento dei sotterranei e completamento della chiesa superiore (108)

        3. Vicende dopo la morte di Pietro da Cortona, 110


Morte del Cortona (1660); dissensi sul suo monumento funebre e sul suo epitaffio, lotte per il patronato sulla chiesa inferiore, onorante tributate all'architetto (110) — Ultimo opere di costruzione, erezione degli altari nei bracci trasversali (1680-1640) cambiamenti apportati da Carlo Buratti, dopo il 1780 (113) — Le decorationi a stucco per i pennacchi della cupola (1730) (115) Monumenti funebri eretti in S. Luca (115)  Isolamento del fabbricato nel XIX° e nel XX° secolo (116).


Parte terza - Analisi stilistica, 153


Cap. I - L'interno della chiesa di S. Luca, 153
Cap. II - Facciata ed esterno della cupola, 160
Cap. III - Gli ambienti sotterranei, 163

Parte quarta - La chiesa dei SS. Luca e Martina nella storia dell'architettura
Appendice - Saggio d'interpretazione iconologico-emblematica del progetto a pianta circolare, 171
Bibliografia, 178


NOTIZIE SULLE OPERE D'ARTE E LE MEMORIE STORICHE di Giovanni Incisa della Rocchetta, 181

L'ACCADEMIA DI SAN LUCA E LA SUA CHIESA di Carlo Pietrangeli, 187


L'offerta dei calici (191)  L'oratorio (192)  Legati e Cappellanie (192)  Concessioni di Cappelle (193)  Tumulazioni (194)


Descrizione sommaria e analisi fotografica della chiesa
, 200

1. Gli esterni, 204
2. La chiesa superiore, 240
3. La chiesa inferiore, 282
 
Rilievi, 313

Documenti d'archivio e iscrizioni a cura di Karl Noehles, 331

Indice delle illustrazioni, 371
Indice analitico, 374
Documenti, disegni, analisi, e anche ipotesi per una monografia su di una chiesa barocca. Forse un libro di tal genere richiede una giustificazione. Esso è nato dall'interesse dell'autore a chiarire, attraverso la conoscenza del barocco romano, le radici dell'arte barocca del suo paese e in genere e origini del barocco europeo. In questo senso il capolavoro architettonico del Cortona, la chiesa dei SS. Luca e Martina, è parso un fondamentale punto di partenza.


Si trattava quindi di scrivere la storia della chiesa, avendo per oggetto non solo la sua costruzione, realizzatasi attraverso varie tappe e cambiamenti di programma, ma anche il successivo evolversi della sua progettazione. Sorgeva così il problema dell'attribuzione e datazione di progetti più antichi e l'altro — inevitabile trattandosi di una costruzione sorta nel centro della vecchia Roma — che riguardava la topografia del luogo e la situazione degli edifici esistenti in sito, elementi questi che ne condizionarono i vari progetti. La storia della costruzione prende quindi le mosse dall'antichità e dal medioevo per giungere a un'epoca molto vicina a quella attuale, quando si intervenne negli edifici immediatamente adiacenti alterando l'aspetto in cui la chiesa si presentava in origine.
Per lo storico dell'arte questa costruzione significa qualcosa di più che un momento essenziale nello sviluppo dell'architettura: essa è altrettanto importante come centro della vita spirituale e religiosa degli artisti romani dalla fine dell'500 sino all'inizio del nostro secolo. La storia della sua progettazione e costruzione permette in vari casi di farsi un'idea del pensiero teorico-artistico quale si svolse nell'ambito dell'Accademia: si può vedere nella forma e nel carattere dei diversi progetti una manifestazione delle concezioni estetiche della congregazione, manifestazione che in uno dei primi progetti cortoneschi può assumere persino un carattere emblematico.
La chiesa dei SS. Luca e Martina è però soprattutto la massima e più originale creazione di Pietro da Cortona, del grande pittore-architetto che fin dai primi anni della sua appartenenza all'Accademia aveva desiderato di costruire un degno edificio in onore di S. Martina e di S. Luca, al santo protettore dei pittori «eccellente nell'arte, e perfetto nel costumi»(Trattato, 1622). (dalla Prefazione)

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