ultimi arrivi


Torino, Einaudi, 1968-1977, 19 numeri su 22 pubblicati (mancano i nn. 3, 11, 14),
Periodico di informazione libraria e culturale pubblicato dalla Einaudi dal giugno 1968 al giugno 1977. Fascicoli piegati. Leggera brunitura della carta, più intensa lungo la piegatura. Mende nei bordi e nella piegatura del primo fascicolo. Gi altri fascicoli sono invece tutti ben conservati. Solo nel penultimo c'è l'indirizzo del destinatario coperto con righe a inchiostro blu € 350,00

                             

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Numeri pubblicati (in rosso i mancanti)

 1. giu 1968
 2. set 1968
 3: dic 1968
 4: apr 1969
 5: ago 1969
 6: dic 1969
 7: apr 1970
 8: dic 1970
 9: lug 1971
10: gen 1972
11: lug 1972
12: mar 1973
13: lug 1973
14: gen 1974
Anno VI - n. 2: lug 1974
Anno VI - n. 3: dic 1974
Anno VII - n. 1: giu 1975
Anno VII - n. 2: ott 1975
Anno VIII - n. 1: gen 1976
Anno VIII - n. 12: ago 1976
Anno IX - n. 1: gen 1977
Anno IX - n. 2: giu 1977
 

        


Roma, Officina, 1982, Collana di Architettura diretta da Manfredo Tafuri, 22, cm 25x16.5, pp. 460-(4), 268 illustrazioni in b/n nel testo, tela, sovracoperta illustrata
Unica edizione. Lievi mende al retro della sovracoperta € 100,00

Dall'intreccio complesso tra le politiche della razionalizzazione tentate dal fascismo per Roma e il dibattito culturale che vi si svolge, emergono le ragioni per le quali Roma, nei relativamente pochi anni compresi tra il dopoguerra e la crisi del 1929-1930, si struttura con tutte le caratteristiche e le contraddizioni di una città moderna.


La ricostruzione degli avvenimenti che hanno inciso sulla storia urbana procede per «storie parallele»: da una parte la trasformazione reale della città, interpretata attraverso dati quantitativi e qualitativi che ne illustrano le caratteristiche rispetto alla «condizione abitativa»; dall'altra, si svolgono le vicende, piene di tensioni, tra polemiche inusitatamente violente e poi mediazioni, dei rapporti tra coloro che gestiscono in concreto la trasformazione della città attraverso la politica dell'amministrazione, degli enti pubblici, degli enti parastatali e privati, e la cultura architettonica, inizialmente compatta nell'indicare le linee da perseguire e poi profondamente lacerata, di fronte alle scelte da compiere ma che pretende comunque di essere classe dirigente.
Le idee funzionali e architettoniche per la città nella sua interezza, il lungo e travagliato dibattito sul destino del centro antico, i progetti per la città nuova che i principali protagonisti misero a punto, sono analizzati nel loro svolgersi in rapporto alla volontà, unanime, di fare di Roma la capitale di uno stato moderno e alla contraddizione tra questa volontà e i problemi di una città in cui la «questione delle abitazioni» assume caratteri specifici non solo per la rilevanza quantitativa ma anche per gli equilibri politici che rischia di compromettere.
Dalla analisi emerge anche l'esistenza di una complessa rete di rapporti internazionali, che smentisce, almeno per quegli anni, l'isolamento e il provincialismo dell'Italia dal resto d'Europa.
Sicché è possibile ricostruire i termini concreti della continuità della politica del fascismo per Roma con i governi immediatamente precedenti e insieme metterne in luce gli elementi nuovi, differenti, che hanno determinato la Roma di oggi: al di là delle posizioni ideologiche che il tema sembra costantemente suggerire alla storiografia della città.
Ciò impone, ancora, di risalire alle origini e agli sviluppi del dibattito teorico che negli anni Venti si è misurato sul tema della città moderna, confrontandone tesi e verificandone differenze: per non volerne forzosamente ammettere comunque e sempre tanto la presunta progressivita, quanto la inutile equivalenza.
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INDICE

Premessa   1

Capitolo primo   13
Cultura romana e assetto della città nei primi anni del '900 


1. Il criticato Piano Regolatore del 1908   2. Le Associazioni culturali romane e la cultura internazionale della città


Capitolo secondo   34
La formazione di una teoria dell'intervento nel centro storico 


1. Dalla «via tra la Reggia e il Pantheon» alla teoria del diradamento   2. Struttura della città e intervento nella teoria del diradamento edilizio   3. Il progetto per il quartiere Rinascimento del 1919


Capitolo terzo   62
La forma della città nuova 


1. Il dibattito intorno all'assetto del quartiere di Piazza d'Armi   2. Ostia: la prova generale dell'architettura per la città


Capitolo quarto   84
Due ipotesi a confronto: Roma all'americana e il «fatale andare delle cose» 


1. Il progetto di Marcello Piacentini del 1916   2. Lo sfiduciato realismo di Gustavo Giovannoni e la riaffermazione del modello centripeto per Roma


Capitolo quinto   101
La Zona monumentale: dal Parco urbano alla «citta del pittoresco» 


1. La Passeggiata Archeologica   2. Piazza Venezia: nodo irrisolto della Struttura urbana   3. Il piano-progetto della Commissione reale


Capitolo sesto   135
La questione delle abitazioni a Roma dopo la guerra: alcuni dati 


1. L'articolazione sul territorio urbano del problema della casa


Capitolo settimo   152
La politica edilizia tra la fine della guerra e il fascismo 


1. Gli indirizzi nazionali della legislazione per l'edilizia economica e popolare   2. Blocco dei fitti e mercato nero; l'istituzione del Commissario alloggi   3. I provvedimenti per Roma e i compiti della Unione Edilizia Nazionale    4. Amministrazione comunale e politica della casa dopo la guerra   5. L'attività del principali enti per l'edilizia economica e popolare: tra razionalizzazione dell'edilizia «a blocco» e «case rapide»


Capitolo ottavo   191
La vita effimera della teoria della città giardino 


1. Garbatella e città giardino Aniene   2. Dal villino alla «palazzina»


Capitolo nono   230
I primi anni della gestione fascista della città 


1. Alcuni problemi di periodizzazione   2. Stato e Comune nei primi anni del fascismo   3. La liquidazione dello SMIR    4. Edilizia tra inflazione e deflazione


Capitolo decimo   256
L'abitazione e l'intervento pubblico 


1. Centralizzazione e corporativismo dell'intervento pubblico — l'INCIS   2. L'lstituto per le case popolari: tra «casette rapide» per i baraccati e case per il ceto medio


Capitolo undicesimo   290
L'architettura dell'intervento pubblico 


1. La definizione delle regole per la casa del pubblico funzionario   2. Tipologia e dimensione d'intervento dell'Istituto per le case popolari   3. Case convenzionate: simbolo del regime   4. 1928: anno di crisi per la cultura architettonica romana


Capitolo dodicesimo   357
Mussolini, gli architetti e la città 


1. Mussolini e i problemi di Roma: dal discorso del 21 aprile del '24 a quello del 31 dicembre del '25   2. La vicenda della Variante al Piano Regolatore del 1908: il primo contrasto tra cultura e gestione della città   3. I contenuti della Variante   4. Le polemiche sull'assetto della città antica: dal progetto della Variante del '24 alla crisi della metodologia del diradamento


Capitolo tredicesimo   412
Govematorato, Istituto per le case popolari, architetti al I Congresso degli Studi Romani (1928) 


1. Alcuni nodi politici del Congresso   2. Il piano di Roma al Congresso


Capitolo quattordicesimo   425
Roma alla Mostra dei Piani Regolatori del 1929  


1. La polemica tra Piacentini e Giovannoni   2. L'esposizione dei progetti per Roma alla Mostra   3. Il piano-progetto del Gruppo Urbanisti Romani   4. La presenza degli architetti romani al Congresso della Federazione Internazionale dell'Abitazione e dei Piani Regolatori


Fonti delle illustrazioni   459

Bologna, Il mulino, 1992, Saggi, 387, cm 21.4x13.5, pp. 392-(8), brossura, sovracoperta illustrata
Prima edizione. Ottima copia € 19,00

Ad un certo punto della sua vita, in un momento di crisi morale e culturale, Petrarca impegna tutte le sue forze in un’impresa ambiziosa: mettere al centro della produzione letteraria la sua persona, il suo «io».

Nasce così il grande progetto di un’autobiografia ideale, affidata a più libri, composti coi frammenti di quella sparsa produzione di ‘nuge’ a cui si era dedicato fin dalla giovinezza. Nello stesso giro di anni concepisce dunque le raccolte epistolari in versi e in prosa e i «Rerum vulgarium fragmenta». Passerà un quarto di secolo prima che il Canzoniere trovi, negli estremi mesi di vita, il suo assetto definitivo. Un assetto che è anche, in parte, frutto di una sconfitta: il fallimento del tentativo rivoluzionario di romanzo lirico, cioè di un libro che dimostri le sue tesi morali attraverso il racconto. Eppure la scommessa è in parte anche vinta, se è vero che nella redazione definitiva il discorso morale si salda con quello autobiografico. Anche con la posterità i conti sono complessi. L’idea di affidare la sua fama e l’immagine di sé alle ‘nuge’ è stata vincente, come dimostra la secolare vicenda del petrarchismo; ma lo è stata a scapito del libro, di quell’edificio monumentale che è il Canzoniere. Per noì^àn-cora, Petrarca è poeta dei ‘fragmenta’, non dei «Rerum vulgarium fragmenta».
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Indice

Premessa    p. 9

PARTE PRIMA: I PARAGGI DEL LIBRO

I. Antefatti    13


1. Dopo la peste. - 2. Ventanni di studi e di letteratura

II. Il progetto    39


1. ‘Mutatio vitae’. - 2. Il «Secretimi». - 3. La finzione autobiografica


PARTE SECONDA: IL LIBRO

III. Dalla raccolta al Canzoniere    105


1. Le rime e il progetto autobiografico. - 2. La tradizione. - 3. Dati e documenti filologici. - 4. Le prime raccolte.

IV. Il primo Canzoniere    143


1. Consistenza e morfologia della redazione «Correggio». - 2. Attori e spettatori. - 3. I teatri. - 4. Gli itinerari del protagonista.

V. Un cerchio che non si chiude    191


1. Percorsi e modelli ideologico-letterari. - 2. Dall’amore-passione alla ‘caritas’.

VI. Tra pubblico e privato    p. 253


1. La forma «Chigi». - 2. La forma di Giovanni. - 3. Le forme «Malatesta» e «Queriniana».

VII. L'ultimo Canzoniere    295


1. La redazione vaticana. - 2. La redazione definitiva.


Tavole    347
Note critiche    349
Indice dei nomi    387

Bologna, Il mulino, 1990, Saggi, 371, cm 21.3x13.5, pp. 411-(5), brossura
Unica edizione. Ottima copia € 25,00

Il canzoniere di Petrarca non lascia intravedere, alla sua superficie, quarant’anni di ripensamenti e varianti: è come uno specchio.

Eppure di pochi poeti, e non solo tra quelli a lui precedenti, conserviamo una mole simile di dati e testimonianze, sulle opere e sulla vita, che consentono di entrare nell’officina dell’autore e seguire le fasi di elaborazione di molti testi nonché, quasi per intero, la lunga storia redazionale dei «Rerum vulgarium fragmenta». È questa ricchezza a rendere più intrigante il compito del lettore, che voglia scomporre nella sua storicità una struttura congegnata per apparire senza storia; che sia interessato cioè a modificare l’immagine di un Petrarca immobile, frutto di un abbaglio metodologico ormai sconfessato dalla critica più attenta alla scansione cronologica degli aspetti linguistici e formali. Una indagine di tipo archeologico, che sveli il maggior numero di segnali del testo e i suoi vari livelli, capace di ritrovare le impronte cancellate, vedrà con occhi nuovi i rapporti di Petrarca con la tradizione, quella degli antichi e quella dei moderni, portando alla luce un quadro insolito: il Petrarca che mette a frutto la lezione del Dante ‘comico’ e ‘petroso’, di Arnaut e Guittone (soprattutto nei testi giovanili); un Petrarca «moderno», attento alle voci di secondo piano (Cecco d’Ascoli) e pronto a segnalare un debuttante geniale (Boccaccio). Guidato alla riscoperta della «biblioteca» volgare di Petrarca, il visitatore avrà molte sorprese: diversi tomi nuovi, alcuni inaspettati, e — inevitabilmente — qualche rimescolamento cronologico delle sue carte.
... continua

Indice

Introduzione    p. 9

PARTE PRIMA: DANTE, IL MAESTRO NEGATO


I. Presenze di Dante ‘comico' nel Canzoniere    25
II. Dante in Petrarca    79


PARTE SECONDA: SONDAGGI NELLA CULTURA VOLGARE PETRARCHESCA


III. Poeti italiani del Duecento    95
IV. Arnaut Daniel    157
V. Cecco d’Ascoli, Boccaccio    213


PARTE TERZA: I ‘MANIFESTI’ IDEOLOGICO-LETTERARI DI PETRARCA


VI. La canzone delle metamorfosi (R.v.f  23)    273
VE. La canzone delle citazioni (R.v.f  70)    327


Bibliografia    365
Indice dei luoghi petrarcheschi    391
Indice dei nomi e degli altri luoghi    399

Milano, Rizzoli, 1990, cm 22.5x14, pp. 348-(4), cartonato, sovracoperta, foglietto con l'errata corrige
Unica edizione. Carte leggermente brunite, peraltro ottimo esemplare € 25,00

In questo libro Emanuele Severino, un pensatore che ha elaborato un modo originalissimo di intendere e interpretare la storia e l'evoluzione del pensiero occidentale, ci propone una nuova lettura di un autore tra i più noti — ma anche fra i più fraintesi — della letteratura e della cultura mondiale: Giacomo Leopardi.


Molti studiosi, infatti, pur annoverandolo tra i massimi poeti lirici di ogni tempo, non hanno intuito la grandezza del suo pensiero (o, con maggior esattezza, ciò che sta alla base della sua poesia), paragonandolo, sbrigativamente, a quello di una persona che non ha saputo superare la crisi e il trauma esistenziale caratteristici dell'età dell'adolescenza, mentre altri, pur riconoscendo la grandezza del suo pensiero, non ne intuirono la portata epocale.
Emanuele Severino, invece, con un rigoroso e approfondito esame dei testi leopardiani scavati parola per parola, dimostra (come ha già fatto per Eschilo con la sua traduzione dell'Orestea e con la successiva meditazione de Il giogo) che Giacomo Leopardi è stato non solo un originalissimo e grandissimo pensatore ma colui che ha aperto la strada a tutto il pensiero contemporaneo. E, proprio per la sua statura, non fu mai veramente ascoltato e, soprattutto, veramente compreso anche da chi (come Schopenhauer, Wagner e Nietzsche) lo considerò un genio. Sì, perché come ci dimostra Severino, facendo parlare gli scritti leopardiani, il poeta di Recanati voltò le spalle alla tradizione filosofica occidentale per approdare, dopo aver intuito il fallimento della tecnica («le magnifiche sorti e progressive») e aver constatato che la verità è dolore e che «amaro e noia / la vita, altro mai nulla», alla lucida consapevolezza che è proprio il nulla — da cui tutto proviene e in cui tutto ritorna — a dominare nel mondo, dove la poesia può offrire soltanto «l'ultimo quasi rifugio». Come afferma Severino «la grandezza del pensiero di Leopardi sta nel modo determinato in cui esso intende l'intreccio del nulla e della poesia alla fine dell'età della tecnica. Se la civiltà occidentale vuole essere coerente alla propria essenza, deve riconoscere che la propria filosofia è la filosofia di Leopardi. L'autentica filosofia dell'Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi». Questo anche se per Emanuele Severino quella dell'Occidente è storia dell'alienazione essenziale e quindi Leopardi, come Eschilo, è grande maestro del nichilismo.
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in vetrina

Manzoni Alessandro. I promessi sposi
In Parigi, nella stamperia di A. Tallone, 1951-52, 3 volumi, cm 28.5x18, pp. 272-(6), pp. 281-(3), 318-(10) su carta delle manifatture Lana, recante nella filigrana il nome di Manzoni, legatura editoriale in mezza pergamena con angoli, note editoriali e filetti in oro ai dorsi, cofanetto (non originale), conservate le brossure originali
Unica edizione di 450 esemplari numerati in cifre arabe.
Copia omaggio dell'editore al giornalista e scrittore Salvato Cappelli. È allegata una lettera autografa dell'editore, fissata con due pezzetti di carta adesiva nel risguardo del primo volume, datata 1957, e firmata con il diminuitivo Madino usato in famiglia e con gli amici.
Leggere fioriture, peraltro volumi in ottimo stato € 450,00
Nigra Costantino. Canti popolari del Piemonte
Torino, Ermanno Loescher, 1888, cm 23x15.5, pp. (2)-XL-596-(4), in antiporta il ritratto fotografico dell’autore protetto da velina, tela editoriale rossa, note editoriali in oro al piatto anteriore e al dorso con filetti in nero e in oro, nel piatto posteriore il logo dell'editore in nero e oro, taglio superiore dorato
Edizione originale. Copia molto bella disponibile in libreria
Massaja Guglielmo. I miei trentacinque anni di Missione nell'alta Etiopia. Memorie storiche di Fra Guglielmo Massaja cappuccino già Vicario Apostolico dei Galla, Cardinale del titolo di S. Vitale
Roma, (poi) Tivoli, Coop. Tipografica Manuzio, (poi), Scuola tipografica Pio X, (poi) Soc. anon. Tipografica Sallustiana, (poi) Stabilimento tipografico Mantero, 1921-1930, 12 volumi in 3 tomi, cm 24.5x17.5, pp. VIII-160, 170-(2), 160, 192, pp. 160, 152, 172, 178-(2); pp. 182-(2), 167-(1), 152, 183-(1), illustrazioni in nero nel testo, tela editoriale, ritratto del cardinale a colori stampato sulle sulle copertine, note editoriali in rosso e nero
Ristampa integrale, ma di formato ridotto, delle Memorie edite tra il 1885 e il 1895. Inserita editorialmente per errore un duplicato della 12 dispensa dell'ultimo volume tra le pagine del volume VIII, una etichettina di carta sulla copertina del secondo tomo e un bigliettino da visita incollato sul frontespizio del volume V, peraltro copia molto bella € 500,00
Folgore Luciano [Vecchi Omero]. Crepapelle. Risate
Roma, Impresa editoriale Ugoletti, 1919, Collana futurista diretta da Mario Carli e Settimelli, cm 19x13.7, pp. (6)-159 [i.e. 151]-(5), errato salto di numerazione delle pagine: da 10 si passa a pagina 17, ma il volume è completo, brossura
Edizione originale. Ottima copia € 350,00
Scala Edoardo. Storia delle fanterie italiane
1. Le fanterie di Roma, 2. Le fanterie nel Medioevo e nell'era moderna, 3. Le fanterie nel periodo napoleonico e nelle guerre del Risorgimento, 4. Le fanterie italiane nelle conquiste coloniali, 5. Le fanterie nella prima guerra mondiale, 6. I granatieri di Sardegna, 7. I bersaglieri, 8. Gli alpini, 9. I volontari di guerra, 10. Le fanterie nella seconda guerra mondiale
Roma, Stato maggiore dell'Esercito, Ispettorato dell'Arma di Fanteria, 1950-1956, 10 volumi, cm 24x17, pp. XXXIV-524-(2), XII-620-(2), XXII-616-(2), XVI-610-(2), XX-725-(3), XII-538-(2), XVIII-693-(1), XXXII-742-(2), XVI-893-(3), XXVI-892-(2); in ogni volume, illustrazioni e cartine nel testo, brossura
Opera completa; unica edizione. Lievi mende ad una copertina, nel complesso ottimo esemplare € 480,00
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favole e fiabe

Horak Jiri, Trnka Jiri. Azor e il lupo e altre fiabe boeme narrate da Jiri Horak, illustrate da Jiri Trnka
Traduzione di Francesco Saba Sardi
Milano, Mondadori, 1970, cm 29, pp. 204-(4), 11 tavole fuori testo a colori edisegni in nero nel testo, cartonato, acetato parlante
Unica edizione. Ottimo esemplare € 30,00
[Russo Sara]. Il castello incantato. Novelle popolari dell'Ottocento. Illustrazioni di Elena e Silvano Campeggi
A cura di sara Russo
Firenze, Vallecchi, 1957, cm 24, pp. X-370-(2), numerosi disegni in nero nel testo, cartonato e sovracoperta illustrata
Seconda edizione de La novellaja delle maraviglie. Racconti popolari toscani, Vallecchi, 1935. Perfetto esemplare € 48,00
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